Musica

Paul McCartney: “Con Lennon e Harrison, prima di diventare i Beatles, facevamo l’autostop. Da piccolo sono stato rapinato da due ragazzi, lì ho pensato ‘imparerò il karate!’. Mai fatto”. La nostalgia in “The Boys of Dungeon Lane”

La sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, i genitori e le prime avventure condivise con George Harrison e John Lennon. L'artista traccia un bilancio nel suo nuovo album e lo fa a cuor leggero

di Andrea Conti
McCartney: “Mio padre era un venditore di cotone e mia madre un'infermiera” - 5/6

McCartney: “Mio padre era un venditore di cotone e mia madre un'infermiera” - 5/6

Nel disco il brano “Life Can Be Hard” racconta del periodo del Covid: “Avevo una piccola sequenza di accordi strumentali e c’era un neonato in casa. Era il figlio della nipote di mia moglie e un neonato in quel periodo, era una gioia. Per molte persone il Covid è stato terribile se non si era con la famiglia. Comunque, a questo bambino piacevano questi accordi e così è nata una canzone intitolata ‘Life Can Be Hard’. La vita può essere dura, ma l’abbiamo rifatta, ora ha un messaggio positivo”.

I genitori sono celebrati in “Salesman Saint”: Questa canzone è un ricordo dei miei genitori. Sono nato durante la Seconda Guerra Mondiale e spesso penso ‘caspita!’. È già abbastanza difficile avere un bambino adesso, ma immaginate se fossimo tutti consapevoli che le bombe potrebbero cadere da un momento all’altro e Liverpool fosse pesantemente bombardata. Pensavo a loro che crescevano questo bambino in quelle circostanze. Mio padre era un venditore di cotone e mia madre un’infermiera. Ce l’hanno fatta. Sono riusciti a cavarsela e hanno cresciuto me e mio fratello. Ci hanno portato dal medico, ci hanno mandato a scuola e hanno fatto tutte queste cose in quelle circostanze. Alla fine della canzone c’è un tipo di musica che cerco di riprodurre, quella che avrebbero ascoltato all’epoca. È una canzone sentimentale dedicata ai miei genitori”.

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