“La reazione dell’Europa a Israele deve essere durissima: bisogna chiudere i rapporti con Israele. Si sta perdendo la cultura fondamentale del diritto e del rispetto e questo l’Europa non può permetterselo. Sappiamo bene che lo Stato di Israele ha tante armi di ricatto, ma arrivano dei momenti in cui tutti gli Stati europei devono mettersi a rischio se vogliono salvare i principi sui quali sono stati fondati e che sappiamo bene quanto sono costati”. Sono le parole dell’ex ministra Rosy Bindi intervenuta a Tagadà (La7), dopo la diffusione del video in cui il ministro israeliano dell’estrema destra Itamar Ben-Gvir deride gli attivisti della Global Sumud Flotilla, fermati dalla marina israeliana.
L’ex presidente della Commissione Antimafia attacca apertamente il governo israeliano: “Netanyahu dice che il comportamento di Ben-Gvir non riflette i valori dello Stato di Israele? Ha reagito solo perché il suo ministro ha dimostrato che il re è nudo. Dietro le offese agli attivisti della Flotilla dobbiamo leggere quello che succede ai palestinesi di Gaza, a quelli della Cisgiordania, al Libano. Quelle scene sono un esempio di come lo Stato di Israele considera la dignità umana in questo momento. Questo governo sta facendo del male a tutto il mondo, ai palestinesi e allo stesso popolo ebraico”.
Poi critica la posizione del governo Meloni: “Non basta la reazione del governo, della presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri che hanno chiesto le scuse di Israele. Non può bastare chiedere che vengano trattati bene gli italiani. Certo che devono essere trattati bene, devono essere rimandati a casa perché non sono terroristi. Va presa una posizione chiara e netta – sottolinea – nei confronti di uno Stato che in questo momento è diventato un pericolo per il mondo e che calpesta i diritti umani fondamentali. Capisco che per il governo Meloni sia difficile trarre queste conclusioni, anche perché bisogna arrivare a questo video per reagire. Ma io ricordole parole irrispettose che sono state usate nei confronti della Flotilla“.
Bindi richiama anche le parole di Don Tonino Bello sulla “carovana della pace” diretta a Sarajevo: “Noi non abbiamo i segni del potere, abbiamo solo il potere dei segni”. E aggiunge: “La Flotilla ha il potere dei segni. Questo potere di chi sacrifica parte del proprio denaro e mette a rischio la propria vita per ricordare a tutti che lì ci sono popoli che vengono calpestati nella loro dignità fondamentale è qualcosa che un paese democratico dovrebbe esaltare– conclude – Li dovremmo ringraziare, non sbeffeggiarli, non definirli ‘carovane’. E se poi queste parole vengono dalla presidente del Consiglio e dal presidente del Senato allora è evidente il motivo per cui noi non reagiamo sufficientemente nei confronti del comportamento di Israele”.