La Bulgaria trionfa all’Eurovision Song Contest 2026 con 516 punti, conquistando il primo posto della competizione musicale europea. Al secondo posto si classifica Israele con 343 punti: la performance del rappresentante israeliano, Noam Bettan, è stata accolta da una sonora contestazione da parte del pubblico della Wiener Stadthalle. La reazione della platea è scoppiata nel momento in cui un’ondata di voti al televoto aveva temporaneamente portato l’artista israeliano in testa alla classifica, prima che il risultato finale premiasse la Bulgaria.
Fino a qui la cronaca stretta di quanto è accaduto al rush finale a Vienna. Ma in Moldavia si è verificato uno scossone politico e televisivo. Hanno fatto rumore le dimissioni del direttore generale di Teleradio Moldova, l’emittente pubblica moldava, Vlad Turcanu, dopo le polemiche scaturite dai voti assegnati dalla giuria nazionale durante il Grand Finale. Lo riporta la testata romena Digi24. Ma qual è stato il motivo?
La reazione del manager e il conseguente imbarazzo del governo di Chișinău trovano origine nelle votazioni espresse dalla giuria moldava nel corso della finale dell’Eurovision. I sette giurati hanno scelto di attribuire il punteggio massimo, 12 punti, alla Polonia, e di assegnare 10 punti a Israele. Una decisione che ha di fatto penalizzato in maniera significativa i due Paesi tradizionalmente più vicini alla Moldavia sul piano storico e politico: la Romania ha ricevuto soltanto 3 punti, mentre all’Ucraina non è stato assegnato alcun punteggio.
“Con le mie dimissioni voglio trasmettere un segnale chiaro: – ha dichiarato Vlad Turcanu – i rapporti di fratellanza che la Moldavia ha con la Romania, così come la nostra gratitudine per l’Ucraina e per il suo sacrificio quotidiano, restano inalterati. Il nostro atteggiamento verso l’Ucraina non è da zero punti, e il nostro sentimento per la Romania non può che essere d’amore. Il voto espresso è una nostra responsabilità e, in primis, mia in qualità di capo dell’istituzione. Ho evitato di dare indicazioni ai giurati, ma quello che è successo è un fatto insolito e grave: la giuria non ha tenuto conto delle sensibilità che esistono tra la Repubblica di Moldova e i nostri due vicini”.