Il ducato di Cornovaglia “non deve esistere solo per possedere terra, ma prima di tutto per avere un impatto positivo sul mondo”. A sostenerlo è il principe William che ha deciso di vendere parte del suo ricco patrimonio immobiliare per mettere in moto azioni ed investimenti dedicati al contrasto dell’emergenza abitativa nel suo Paese e all’ambiente. Nei prossimi dieci anni, dunque, un quinto del suo ricco possedimento, la cui gestione destò sconcerto e disappunto a seguito delle rivelazioni contenute in una approfondita inchiesta condotta dal Times e da Channel 4, verrà messo sul mercato, plausibilmente a prezzi di mercato. L’obiettivo è quello di investire i 500 milioni derivanti dalla vendita in edilizia popolare, in recupero ambientale e sviluppo di aree depresse.
A fornire maggiori dettagli sull’operazione è stato Will Bax, nominato amministratore delegato del Duchy of Cornwall e sentito dal quotidiano britannico The Times.
L’erede al trono ha tutta l’intenzione di proseguire nel suo percorso di modernizzazione e cambiamento delle vecchie regole che hanno imbalsamato la corona per secoli, nel disperato tentativo di fare dimenticare i suoi peccati, soprattutto quelli più recenti legati ai rapporti dello zio, ex principe Andrea, con il faccendiere e pedofilo americano Jeffrey Epstein. I privilegi feudali risalenti al XIV secolo che hanno consegnato al futuro re un ducato che consiste in 54.000 ettari distribuiti in 21 contee dell’Inghilterra e del Galles e che vale 1, 1 miliardi di sterline (su 20 totali), devono essere rivoluzionati in una operazione che infonda positività all’immagine della vecchia monarchia britannica. Interessate dall’operazione finanziaria sono in particolare le cinque aree che si riferiscono alle Isole Scilly, alla Cornovaglia, il Dartmoor, l’area di Bath ed il quartiere londinese di Kennington.
Il “periodo di cambiamenti” che segnerà i preparativi per l’ascesa al trono dell’erede di Carlo III, partono da qui: William ha dato preciso mandato per stabilire come investire i 500 milioni di sterline che si aspetta di ricavare dalla vendita dei terreni, dai proventi di operazioni immobiliari, da partnership e prestiti e tutto deve finire in progetti per il bene della comunità dei suoi sudditi. Compresi quelli che si indignarono leggendo che il re ed il figlio guadagnavano, speculando, dai loro rispettivi ducati di Lancaster e di Cornovaglia imponendo accordi di locazione alle istituzioni pubbliche, inclusi ospedali e scuole e al ministero della Giustizia che versava l’affitto per il vecchio carcere di Dartmoor, nonostante l’istituto penitenziario fosse stato sgomberato da tempo perchè al suo interno si era sviluppatala presenza di livelli pericolosi di gas radon.
Il nuovo amministratore delegato del ducato, nominato nel 2024, ha chiarito che William gli ha affidato un mandato ampio e che, grazie ad un portafoglio di terreni situati in zone considerate piuttosto “periferiche”, si punta alla realizzazione di almeno “10.000 12.000 abitazioni da qui al 2040”.
Un investimento di circa 120 milioni di sterline sarà poi destinato a progetti per il lavoro “che daranno impulso all’economia”, tra questi l’idea di “raddoppiare le dimensioni del parco industriale di St Mary’s, la più grande delle Isole Scilly, e di creare azioni per la promozione dell’imprenditorialità a Dartmoor offrendo ai giovani un futuro nel parco nazionale”, spiega il Times. Poi c’è tutta la parte dedicata alle rinnovabili con progetti di lunga gittata, da qui ai prossimi 10 anni, che puntano ad alimentare fino a “100.000 abitazioni”, e gli investimenti per recuperare ambiente e fauna selvatica, anche in collaborazione con il governo. Bax, l’amministratore, è consapevole del fatto che ci saranno sempre persone contrarie all’idea che il ducato resti una tenuta privata del Duca di Cornovaglia, così come “ci sono persone che mettono in discussione l’opportunità o meno di essere una monarchia costituzionale”, però, ha chiosato: “Queste due cose, in questo caso, sono in qualche modo intrecciate. Io non sono una di quelle persone. Rispetto le loro opinioni? Rispetto le opinioni degli altri quando sono espresse con buone intenzioni, ovviamente.”