“Questa persona deve essere fermata. E non solo per me: perché purtroppo non sono stata né la prima né l’unica vittima di questi comportamenti”. Inizia con un appello perentorio e un’accusa precisa la denuncia pubblica di Giulia De Lellis. L’influencer e imprenditrice trentenne ha deciso di utilizzare il proprio profilo Instagram per rivelare una complessa vicenda giudiziaria e personale che la vede al centro di una persecuzione mirata, culminata con la diffusione illecita di informazioni sensibili riguardanti la sua primogenita, Priscilla, avuta con il rapper Tony Effe.
Le vie legali e i processi in corso
La genesi della vicenda risale a tre anni fa: “Dal 2023 sono vittima di stalking, diffamazione e continue violazioni della mia privacy e di quella della mia famiglia”, ha spiegato De Lellis, chiarendo come la situazione sia stata tempestivamente affidata alle autorità competenti. “Nel corso degli anni sono già state avviate diverse azioni legali”. L’influencer ha fornito dettagli puntuali sull’iter giudiziario, specificando che la persecuzione ha tentato di colpire anche la sua cerchia più stretta attraverso denunce rivelatesi infondate: “Per quanto riguarda i miei familiari, le accuse rivolte nei loro confronti si sono già concluse con la piena e definitiva assoluzione”. Sul fronte delle azioni intraprese da lei stessa in qualità di parte offesa, De Lellis ha confermato che la giustizia sta facendo il suo corso: “In relazione agli altri procedimenti avviati a mia tutela, le indagini svolte fino ad oggi hanno confermato la fondatezza delle mie denunce, con conseguente rinvio a giudizio dell’imputato e sono attualmente pendenti diversi processi davanti all’Autorità Giudiziaria”.
L’attacco alla figlia e la diffusione dei dati sanitari
Nonostante l’intervento dei magistrati e l’avvio dei processi, la condotta persecutoria non si è arrestata. L’escalation, secondo il racconto di De Lellis, ha raggiunto il suo apice colpendo la persona più vulnerabile della famiglia: Priscilla, la figlia nata lo scorso 8 ottobre dalla relazione con Tony Effe. “Gli attacchi sono continuati, coinvolgendo anche persone a me vicine con accuse gravi, false e totalmente infondate“, ha raccontato l’influencer. “Tra gli episodi più scioccanti vi è stata la diffusione online di dati e informazioni sanitarie estremamente sensibili riguardanti mia figlia, una neonata, ottenuti e divulgati senza alcuna autorizzazione, come se tutto questo fosse normale”. Un affronto che ha colpito la trentenne nella sua sfera più intima: “Parliamo di una bambina. Di dati privati legati alla nascita di una minore esposti pubblicamente durante uno dei momenti più delicati della mia vita: il post parto. Potete immaginare cosa abbia significato per me”.
Il confine tra notorietà e diritto alla privacy
La chiusura dello sfogo social è una rivendicazione chiara del proprio diritto alla tutela legale, respingendo l’idea che la fama giustifichi l’intrusione criminale nella vita privata. “Essere un personaggio pubblico non autorizza nessuno a oltrepassare ogni limite morale e legale, né tantomeno a colpire la mia famiglia o coinvolgere una bambina innocente”, ha ribadito De Lellis, rendendo chiara l’intenzione di procedere fino in fondo nelle aule di tribunale per bloccare un iter persecutorio che, per sua stessa ammissione, avrebbe già mietuto altre vittime in passato.