“Chivu non si è mai lamentato delle assenze, quando manca qualcuno alle altre sembra un dramma”: parla Vieri
Un giorno alla finale di Coppa Italia e l’Inter dovrà rinunciare sicuramente ad Hakan Calhanoglu, mentre è in dubbio Marcus Thuram, che però dopo l’allarme di ieri è tornato in gruppo e dovrebbe essere regolarmente convocato. Ma “Chivu non si è mai lamentato delle assenze e non lo farà adesso, anche se deve rinunciare a Calhanoglu, che nel suo ruolo è uno dei migliori del mondo”. Parola di Christian Vieri, ex attaccante di Inter e Lazio tra le tante, oggi opinionista televisivo.
Vieri ha parlato della finale di Coppa Italia prevista a Roma mercoledì sera alle 21, ma anche della stagione dell’Inter, che ha vinto lo scudetto con diverse giornate d’anticipo. Tra i temi trattati dall’ex attaccante italiano c’è anche quello delle assenze. I nerazzurri rinunceranno al regista turco (come spesso è accaduto in stagione), hanno rinunciato per diversi mesi a Dumfries e nella fase decisiva dell’anno anche a Lautaro Martinez, ora tornato a disposizione. “Semmai, mi stupisce sempre una cosa: quando manca qualcuno alle altre sembra un dramma, quando capita all’Inter… tutto normale”, ha spiegato Vieri, lanciando una velata frecciata al Napoli e ad Antonio Conte, che ha spesso parlato delle tante assenze pesanti avute in stagione, tra cui quelle di Lukaku e De Bruyne.
Poi parole al miele anche per Cristian Chivu, allenatore protagonista di un’ottima stagione in nerazzurro: “Chivu ha ereditato un’Inter dominante da Inzaghi, ha conservato certe caratteristiche e ha avuto la possibilità di aggiungere giovani forti come Pio e Sucic. Lui comunica dritto per dritto e ha dimostrato di avere un carattere forte per trattare con giocatori di personalità, senza timore di mandare in panchina qualcuno: la gestione è sempre la cosa più difficile e a lui riesce bene. Anche per questo dominerà ancora”.
Merito però – secondo Vieri – anche della società: “Finora Marotta, Ausilio e Baccin hanno fatto mercati da 10: mi aspetto qualche altro colpo in stile Akanji, che è stato pagato niente e ha sistemato la difesa. Il merito di Chivu è sia psicologico che tecnico perché ha costruito una macchina da gol, che gioca ancora una volta il più bel calcio della Serie A, ma la società gli ha dato una rosa super. Sono giocatori che non ha nessuno e che tirano sempre la carretta, da Dimarco a Dumfries, fino a Calha, che mancherà in questa finale. E poi Zielinski, tornato a questi livelli anche per un colpo di genio dell’allenatore”, ha concluso l’ex attaccante nerazzurro e della nazionale italiana.