“A noi è stato chiesto di campionare la voce di papà con l’Intelligenza Artificiale. Ovviamente abbiamo detto di no”. Claudio Amendola gioca pure con la suspense mettendo una pausa tra una frase e l’altra. Durante un talk con il pubblico del Riviera International Film Festival di Sestri Levante, il 63enne attore romano ha risposta ad una domanda del pubblico, affermando che una società di Intelligenza Artificiale ha tentato il vampiresco assalto al patrimonio vocale del grande Ferruccio Amendola, indimenticabile doppiatore di Robert De Niro, Dustin Hoffman e Al Pacino.
“Probabilmente non sarà solo un problema per l’audiovisivo. L’AI sta falcidiando posti di lavoro in ogni settore, così come fece la catena di montaggio cento anni fa – sottolinea Amendola jr. “È ineluttabile che la modernità costringa le società a rivedere tante cose e non si può nemmeno demonizzare la AI perché penso sia un passo in avanti ad esempio nell’ambito della medicina. Bisogna però essere capaci di veicolare la grande opportunità nei campi giusti”. “Semmai – chiosa – l’AI ha bisogno di una regolamentazione ferrea. Quando tra un po’ ci chiederanno a noi attori di comprare le nostre facce e sostituirle con la AI che faremo? Sarà un cinema senz’anima. Nessuna IA potrà sostituire le emozioni che attori e attrici offrono con le espressioni del proprio viso”