“Non smetterò mai di dire: Palestina libera”. Dopo Elio Germano nel 2025, ai David di Donatello 2026 è stato l’attore Lino Musella a tornare a parlare di guerra, di fascismo e di Palestina. Nel ritirare il premio come miglior attore non protagonista per Nonostante di Valerio Mastandrea, Musella ha dedicato la sua vittoria all’interprete di Taxi driver: “Robert De Niro ha detto: l’arte può essere una minaccia per gli autocrati fascisti. Ebbene sì, penso che il cinema possa essere una minaccia, come il teatro, la musica, la poesia, la solidarietà umana”.
Il 45enne attore napoletano, in queste settimane su HBO nella serie Portobello su Enzo Tortora nei panni del perfido Pandico ha trasformato il suo David in un grido di speranza per “tutte le donne e gli uomini della Global Sumud Flotilla” e per “tutti quelli che si impegnano e si espongono tutti i giorni contro gli orrori del mondo”. Infine il richiamo diretto al genocidio compiuto da Israele: “Non smetterò mai di dire: Palestina libera”.