Al bando ombrelloni, lettini, bar e qualsiasi altra attività turistico-economica da 251 spiagge del Paese. E’ questa la decisione del governo di centrodestra della Grecia, presieduto da Kyriakos Mitsotakis, alla vigilia dell’inizio della stagione estiva. Il provvedimento riguarda proprio alcune delle località più celebri e frequentate dai turisti, imponendo un blocco totale allo sfruttamento commerciale per proteggere gli habitat naturali dal rischio dell’overtourism.
I dettagli del divieto e le regole introdotte
La normativa approvata la scorsa settimana estende le già rigide limitazioni agli insediamenti costieri in vigore nel Paese. Il provvedimento vieta in modo esplicito il noleggio di attrezzature balneari, l’apertura di bar e taverne, l’installazione di impianti per la diffusione di musica e l’organizzazione di eventi. La stretta impedisce inoltre l’accesso al mare con veicoli a motore e vieta la costruzione di nuove strutture turistiche. L’intervento legislativo è studiato per ripristinare un modello di fruizione costiera incentrato sul rispetto della morfologia naturale, sul silenzio e sul relax.
Le località coinvolte, da Creta alle Cicladi
Il divieto di sfruttamento commerciale si applicherà a un lungo elenco di litorali sparsi tra i principali arcipelaghi ellenici. Sull’isola di Creta, la normativa azzererà le attività su spiagge ad altissimo afflusso come Balos, Elafonissi, Falassarna e Gavdos. Nelle Cicladi, gli insediamenti balneari verranno rimossi da sette spiagge di Naxos, undici litorali suddivisi tra Folegandros, Sikinos e Syros, interessando inoltre tutte le isole delle Piccole Cicladi. Il piano di tutela coinvolge anche il Dodecaneso, con tredici spiagge protette a Karpatos e sei tra Kalymnos e Astipalea, per poi estendersi al Mar Ionio, includendo diverse località costiere di Lefkada e Zante.
Le dichiarazioni dei ministeri
Le motivazioni tecniche alla base della decisione sono state illustrate in un comunicato congiunto diffuso da Kyriakos Pierrakakis e Stavros Papastavrou, rispettivamente ministri dell’Economia e dell’Ambiente. I due esponenti del governo hanno specificato che le modifiche mirano a tutelare efficacemente le spiagge che presentano un particolare valore estetico, geomorfologico o ecologico, oltre a preservare le tipologie di habitat e le specie di flora e fauna locali. Il documento ministeriale chiarisce che, all’interno delle aree designate, è ora vietato concedere il semplice utilizzo, nonché qualsiasi altra azione che possa comprometterne la morfologia e l’integrità dal punto di vista delle funzioni ecologiche.
La gestione dei flussi e le nuove tasse di sbarco
La protezione dei litorali si inserisce in un più ampio piano governativo per gestire i volumi di un settore in costante espansione, che rappresenta circa il 12% dell’intera economia nazionale. Nel corso del 2025, la Grecia ha registrato l’arrivo di circa 35 milioni di turisti. Per arginare gli effetti collaterali di questi flussi massicci, le autorità locali hanno iniziato a implementare misure di deterrenza economica parallelamente ai divieti ambientali: a partire dal 2025, infatti, in località ad altissima densità come Santorini e Mykonos è stata introdotta una tassa di sbarco di 20 euro a persona destinata a tutti i passeggeri in arrivo a bordo delle navi da crociera.