L’obiettivo economico della Commissione europea è chiaro: abbattere i prezzi dei biglietti ferroviari internazionali, garantendo al contempo tutele finanziarie inedite per i passeggeri. Con la proposta del biglietto unico europeo “One journey, one ticket, full rights” (Un solo viaggio, un solo biglietto, pieni diritti), Bruxelles punta a rivoluzionare il mercato dei trasporti su rotaia, replicando i benefici economici già vissuti dai consumatori europei con l’azzeramento dei costi di roaming telefonico. Come analizzato dal Corriere della Sera, la direttiva imporrà regole severe ai giganti del settore per favorire la trasparenza e la concorrenza, incidendo in modo diretto sulle finanze di chi viaggia.
Il taglio delle tariffe: il crollo dei prezzi dal 30% al 40%
La spinta principale sui portafogli dei viaggiatori arriverà dall’apertura forzata dei mercati nazionali. Nell’illustrare i dettagli economici della proposta, il Corriere sottolinea che “il cuore della proposta riguarda la concorrenza sui biglietti”. Per dimostrare l’efficacia della misura, la Commissione ha citato un proprio studio sull’apertura del mercato ferroviario, indicando l’Alta Velocità italiana come modello da esportare in tutta l’Unione. Secondo i dati europei, la competizione tra Trenitalia e Italo sul mercato italiano ha spinto la qualità al massimo livello e, soprattutto, “ha portato a una notevole diminuzione dei prezzi, tra il 30 e il 40 per cento”. Questo crollo delle tariffe ha permesso al numero di passeggeri nel settore dell’alta velocità di raddoppiare in meno di 10 anni. Ora, l’obiettivo di Bruxelles è costringere le grandi compagnie protette dai governi (come la francese Sncf o la tedesca Deutsche Bahn) ad aprirsi alla concorrenza, innescando la stessa riduzione dei prezzi a vantaggio dei consumatori di tutto il continente.
I vantaggi economici per i viaggiatori
Oggi i viaggiatori pagano tariffe più alte anche a causa della mancanza di trasparenza sui siti di prenotazione. Carretta spiega che “secondo la Commissione, i servizi di biglietteria online più importanti e visibili sono di proprietà degli operatori ferroviari, che sono incentivati a limitare la visibilità dei loro concorrenti diretti”. Inoltre, le grandi compagnie storiche non distribuiscono i propri biglietti tramite canali indipendenti. Il risultato è un’offerta incompleta che “rende difficile per i consumatori trovare le migliori opzioni di viaggio in termini di orari e di prezzi”.
Con la nuova norma, gli operatori che controllano più del 50% di un mercato nazionale saranno obbligati a ospitare sulle loro piattaforme i concorrenti, pubblicandone orari e tariffe sulla base di accordi commerciali equi. Per chi viaggia, questo si traduce nella certezza di poter confrontare istantaneamente l’opzione più economica e acquistare la combinazione di treni più vantaggiosa con un solo clic.
Tutele finanziarie: stop alla perdita di denaro per le coincidenze perse
Oltre al risparmio sul costo del biglietto, la direttiva introduce una protezione patrimoniale completa contro i costi imprevisti causati dai disservizi. Attualmente, se si acquistano biglietti separati per un viaggio internazionale e il primo treno subisce un ritardo, il passeggero perde la coincidenza e l’intera somma spesa per il secondo biglietto, essendo costretto a comprarne uno nuovo a proprie spese. Quando la proposta diventerà legge, il biglietto unico coprirà l’intero tragitto transfrontaliero, anche se gestito da operatori diversi. In caso di ritardo o perdita della coincidenza, il passeggero sarà tutelato al 100%: avrà diritto all’assistenza gratuita, alla riorganizzazione del viaggio su un altro convoglio senza costi aggiuntivi, oppure al rimborso monetario e al risarcimento economico del danno.
I vantaggi economici non riguarderanno solo le tratte principali tra le grandi metropoli. Il vicepresidente della Commissione, Raffaele Fitto, ha evidenziato come la riduzione della frammentazione tariffaria e logistica serva a garantire che “vivere in una regione di confine o in un’area rurale non rappresenti uno svantaggio”. La misura rientra nell’agenda del “Diritto a restare”, volta a contrastare lo spopolamento delle aree periferiche offrendo collegamenti accessibili a prezzi competitivi anche a chi non vive nelle grandi città.