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Flotilla, la lettera dagli operai della rsu Fiom di Leonardo in solidarietà ai sequestrati e contro il riarmo: “Basta al ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame”

Gli operai Fiom di Leonardo a Caselle scrivono agli attivisti della Freedom Flotilla e invocano uno sciopero generale contro il riarmo
Flotilla, la lettera dagli operai della rsu Fiom di Leonardo in solidarietà ai sequestrati e contro il riarmo: “Basta al ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame”
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L’ondata di solidarietà nei confronti degli attivisti della Freedom Flotilla arriva anche dagli operai dello stabilimento Leonardo di Caselle, in provincia di Torino. Negli scorsi giorni, i delegati sindacali Fiom Cgil dell’azienda leader del settore della difesa hanno inviato un comunicato per lanciare un appello: “In considerazione dei tragici eventi che stanno avvenendo in questi giorni, contro il tentativo di intervento umanitario, le Rsu Fiom di Caselle oltre ad esprimere solidarietà ai sequestrati della Flotilla, intendono sollecitare le organizzazioni sindacali per promuovere una lotta e dare continuità agli impegni che pubblicamente presi: contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi”.

Un messaggio, non scontato, che arriva proprio dallo stabilimento dove si producono anche i velivoli Eurofighter. “L’assedio imperialista posto alla Palestina e Cuba è lo stesso che incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che si traduce in precarietà delle vite – si legge nel comunicato diffuso dalla rsu – troppe aziende lucrano sulle morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio”.

Sotto accusa “l’economia di guerra” che “vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui, e distruggerne a Gaza, e vuol dire un ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame”. L’appello finale è dedicato alla pace: “Oggi sono troppe le situazioni di guerra, è giusto mobilitarsi per fermare le stragi di civili innocenti”. Per questo motivo, i delegati dalla Fiom Cgil invocano uno “sciopero generale che sarebbe un utile strumento contro la complicità e l’indifferenza”.

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