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Cina, maxi esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio: 26 morti e 61 feriti

Lo stabilimento in questione è situato a Liuyang, una zona rurale della provincia di Hunan che produce circa il 60% dei fuochi d’artificio del Paese. Sul posto oltre 1.500 soccorritori, insieme a cani, droni e robot
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Una grande nube di fumo visibile a chilometri di distanza e le urla dopo la deflagrazione: è avvenuta ieri in Cina intorno alle 16:43 ora locale – 10:43 in Italia – una violenta esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio che ha causato 26 morti e 61 feriti. Secondo quanto riportato dall’emittente statale CCTV, lo stabilimento in questione è il “Liuyang Huasheng Fireworks Manufacturing and Display Company” situato a Liuyang, una zona rurale della provincia di Hunan che produce circa il 60% dei fuochi d’artificio venduti in Cina e il 70% delle esportazioni.

Le immagini dell’esplosione hanno rapidamente fatto il giro del web: video diffusi sui social mostrano l’enorme nuvola di fumo, con un sottofondo di urla di panico da parte di chi ha assistito. Gli abitanti della zona sono stati evacuati mentre sono giunti sul posto oltre 1.500 soccorritori, insieme a cani, droni e robot, che hanno portato in salvo sette persone rimaste intrappolate sotto le macerie.

I vertici dell’azienda invece sono stati arrestati dalla polizia, mentre stanno proseguendo le indagini per accertare le cause della deflagrazione. Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto “il massimo impegno per curare i feriti e cercare i dispersi” e – come ha riportato all’agenzia di stampa statale Xinhua – si è sincerato che “i responsabili vengano chiamati a risponderne”.

La Cina non è nuova agli incidenti industriali, specialmente nel settore dei fuochi d’artificio: l’anno scorso un’esplosione in un’altra fabbrica di fuochi d’artificio nello Hunan ha causato la morte di 9 persone così come nel 2023 tre persone sono morte a seguito di esplosioni che hanno colpito edifici residenziali nella città settentrionale di Tianjin. A febbraio invece altre due esplosioni separate in negozi di fuochi d’artificio – nelle province di Hubei e Jiangsu – hanno provocato rispettivamente 12 e 8 morti.

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