La prima serata è diventata da tempo una seconda serata mascherata. Si sa, si scrive da anni. La faccenda però s’è fatta quasi insopportabile con Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna, i due programmi di punta dell’access prime time Rai e Mediaset che se la giocano a chi porta a casa l’ascolto più alto e che, in ogni caso, raggiungono risultati ottimi: casse della pubblicità belle piene, chi può mai lamentarsi? Un mucchio di gente, per esempio i produttori o gli attori delle fiction che iniziano tardi e finiscono in piena notte, come se gli spettatori fossero tutti in una perenne vacanza.
Lamentele di qui, lamentele di là, la Rai e Mediaset hanno deciso di fare un test la prossima settimana, come ha scritto Giuseppe Candela qui su FQMagazine: non verrà ridotta la durata dei game show ma, udite udite, quella delle fiction in onda successivamente, con la messa in onda non di due episodi ma di uno solo dalla durata di 50 minuti. Sicché Roberta Valente-Notaio in Sorrento e I Cesaroni li vedremo alle 22 e con un unico appuntamento. Pare uno scherzo. Non solo per chi aspetta le serie tv ma anche per chi pensa che Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna siano programmi, come si può dire senza girarci intorno, di una noia micidiale.
Prendiamo il game show di Stefano De Martino. Siamo nel Cenozoico quando in tv arriva questo giochino dei pacchi: la fortuna e le scelte autorali sono il motore, la capacità del conduttore di tenere il ritmo e di empatizzare con il pubblico la linfa. Lo scugnizzo sa il fatto suo, guida bene, ha innovato senza stravolgere. Fatte queste premesse, tutte le sere il concorrente apre pacchi su pacchi in una specie di Inception dei quiz: è un girone infernale di attese, di riempitivi, di finta suspence. I bambini, c’è da scommetterci, lo apprezzano: facile da capire, un bel cagnolino in scena, un giovane simpatico (Herber Ballerina), un conduttore che sembra un supereroe, la musica che sentono quando sono in macchina coi genitori. Va da sé che sono tantissimi anche gli adulti che lo apprezzano, altrimenti non farebbe quei numeri. Qui parla un’esponente di una minoranza silenziosa che dopo 13 secondi di visione – accidentale – si butta su una piattaforma purchessia. La ripetitività è capace di consumare anche i sentimenti più forti, figurarsi l’attenzione.
Vale anche per La Ruota della Fortuna? Qui siamo nel Precambriano, ancora più indietro nel tempo: è allora che viene introdotta la ruota, quella coi premi in danaro segnati sopra. Concorrenti, frasi da indovinare, la dinamica è più partecipativa, il conduttore Gerry Scotti un fuoriclasse, la sua assistente Samira Lui capace e consapevole, i premi ricchi. Tutto bene, non fosse per un senso di polvere che ti si insinua addosso: la noia arriva a passo lesto dopo pochi minuti. Di nuovo, sono tanti coloro che lo guardano e noi, di nuovo, a rappresentare la minoranza silenziosa.
Qualche critico malefico potrebbe pensare che la gran parte degli spettatori di questi di programmi siano passivi, forse addormentati, non scadiamo nel macabro. Senza indugiare troppo sul pensiero di chi non ama particolarmente i seguitissimi access prime time delle reti ammiraglie, torniamo al punto di partenza: le lamentele su una prima serata troppo ‘slittata’ in avanti hanno sortito una prima azione, quella di sposarla ancora di più in avanti, sia dalle parti del Biscione che di Viale Mazzini, dove si dovrebbe fare servizio pubblico.
Doveste sentirvi presi in giro, tre serie niente male da vedere in questo periodo (con quasi tutte le puntate già rilasciate): Your Friends & Neighbors su Apple, Beef (va bene anche se non avete visto la stagione 1 perché è una serie antologica) su Netflix e Imperfect Women, di nuovo su Apple. La cosa piacevole, oltre al fatto che sono tutte e tre – le prime due soprattutto – scritte e recitate bene, è che iniziano quando volete voi, come accade da anni sulle piattaforme. Invece, Gennarino e gira la Ruota finché sonno non ci coglie.