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Irama: “Ho due pappagalli. A volte mi sento in colpa a rientrare tardi, perché poi devo metterli a dormire. Ti guardano, ti ‘parlano’, e ti mandano il cervello in fumo”

Il cantante si prepara al concerto a San Siro e rivela la sua passione per gli animali: "Da vecchio mi vedo circondato da loro"

di Redazione FqMagazine
Irama: “Ho due pappagalli. A volte mi sento in colpa a rientrare tardi, perché poi devo metterli a dormire. Ti guardano, ti ‘parlano’, e ti mandano il cervello in fumo”

Irama si sta preparando per l’appuntamento dell’11 giugno allo stadio San Siro di Milano, il suo primo concerto nel tempio del rock. “Stiamo facendo tutto da zero: abbiamo disegnato il palco e stiamo seguendo ogni dettaglio, dalla musica alla parte artistica. – ha detto a Vanity Fair – La scaletta mi interessa fino a un certo punto: quello che conta davvero sono gli arrangiamenti, come suona la band e cosa succede sul palco. È lì che si costruisce lo show”.

Un periodo davvero positivo per Irama che ha anche confessato di essere innamorato: “Non ne ho mai parlato, ma ho una persona accanto, a cui tengo molto. Sono cresciuto molto, oggi sono più sereno. Una relazione – che sia amore o amicizia – deve essere un plus. Se entrambi siamo in grado di darci qualcosa in più, diventa armonia, diventa un porto sicuro. Se invece hai bisogno che qualcuno ti completi, allora c’è qualcosa che non va: vuol dire che da solo stai trascurando qualcosa”.

E a proposito di amore, non tutti lo sanno, ma il cantautore ama molto gli animali e in particolare: “Ho due pappagalli, Eraclito e Talia. A volte mi sento in colpa a rientrare tardi, perché poi devo occuparmi di metterli a dormire. Prima ero l’incubo dei fonici, entravo in studio a mezzanotte e uscivo alle nove del mattino. Vivevo al contrario. Continuo, però, a fare molti incubi, e per me è una cosa molto intima da rivelare”.

È Irama stesso a spiegare la “passione gigantesca per gli animali. Più passa il tempo, più empatizzo con loro, mi piace studiarne i comportamenti. I pappagalli sono quelli a cui sono più legato: sono intelligentissimi, molto empatici, riescono a far emergere la loro personalità in modo assurdo. Ti guardano, ti “parlano”, e ti mandano il cervello in fumo. Sono delicati, sensibilissimi. Adesso sto educando i miei due pappagalli al volo libero. Vivono in una stanza tutta loro, entrano in gabbia solo per mangiare. Il mio sogno è creare una riserva. Da vecchio mi vedo così: circondato da animali e a suonare per conto mio”.

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