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Le proposte Ue contro il caro energia: voucher e tagli alle accise solo per i vulnerabili. No alla tassa sugli extra-profitti: “Manca l’unanimità”

Il commissario all'Energia, Dan Jorgensen, ha poi assicurato che "non importeremo più nemmeno una molecola di energia russa". Nel pacchetto AccelerateEU è previsto anche un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato che nell'idea dell'Ue fornirà maggiore flessibilità ai governi nazionali per, ad esempio, misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti
Le proposte Ue contro il caro energia: voucher e tagli alle accise solo per i vulnerabili. No alla tassa sugli extra-profitti: “Manca l’unanimità”
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La Commissione europea prova a dare una risposta alla crisi energetica. Così ha presentato il nuovo pacchetto di misure AccelerateEU con l’intento, spiegano, di fornire “misure di sostegno, sia immediate sia strutturali, ai cittadini e alle imprese europee”, come annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen. “Dobbiamo accelerare la transizione verso energie pulite prodotte internamente – ha aggiunto – Questo ci garantirà l’indipendenza e la sicurezza energetica e ci permetterà di affrontare meglio le tempeste geopolitiche”. E dal commissario all’Energia, Dan Jorgensen, arriva la conferma che la riapertura ai combustibili russi non sarà la soluzione alla crisi: “Non importeremo più nemmeno una molecola di energia russa. Perché? Perché Vladimir Putin ha usato l’energia come arma contro gli Stati membri. Perché Putin ha usato l’energia per ricattare gli Stati membri dell’Unione europea. E infine perché, se acquistiamo la sua energia, contribuiamo indirettamente a sostenere la guerra contro i nostri amici in Ucraina“. La commissaria alla transizione ecologica, Teresa Ribera, precisa che non si è trovata l’intesa su un’imposta sugli extra-profitti: “Al momento non riusciamo a individuare l’opportunità di assumere una decisione comune su come attuare un’imposta comune in tutta l’Unione europea – ha detto rispondendo alla richiesta di cinque ministri Ue – Un’imposta comune richiede l’unanimità. Non sarà facile trovarla”. Ribera ha poi voluto evidenziare come la richiesta dei cinque Paesi Ue “dimostra fino a che punto circostanze terribili come quelle vissute in passato e come quella che viviamo ora non debbano essere sfruttate a vantaggio di chi, senza reali interessi nei costi, coglie l’opportunità di fare maggiori profitti impattando sull’accessibilità dei beni di base per le persone. Vedo che questa preoccupazione è qualcosa da cui nessun governo può prescindere di fronte al problema”.

In questo pacchetto sono previsti, tra le altre cose, programmi mirati di sostegno al reddito, voucher energetici e programmi di leasing sociale, oltre alla riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili. Previsto poi un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato che nell’idea dell’Ue fornirà maggiore flessibilità ai governi nazionali per, ad esempio, misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti. “Quando si tratta di proteggere i consumatori dai picchi di prezzo, gli Stati membri sono stati dotati degli strumenti necessari e il ruolo dell’Ue è quello di sostenere, coordinare e accelerare le azioni affinché abbiano il massimo impatto possibile – ha dichiarato il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen – Presentiamo agli Stati membri le migliori prassi e le soluzioni più efficaci per proteggere i cittadini e i settori più esposti. Misure concrete come queste possono davvero fare la differenza. Dobbiamo concentrarci su azioni che offrano un doppio valore, fornendo benefici a breve termine e aiutando al contempo cittadini e industria a beneficiare dei risparmi a lungo termine derivanti dall’energia pulita“.

L’iniziativa è motivata, spiegano dalla Commissione, anche dall’enorme spesa sostenuta dagli Stati dall’inizio del conflitto mediorientale che, spiegano, corrisponde a 24 miliardi di euro in più per le importazioni di energia, principalmente combustibili fossili. Un aumento della spesa che non cesserebbe immediatamente in caso di accordo di pace, ma che conoscerebbe comunque un’onda lunga la cui durata è impossibile da determinare. In questo contesto, dicono, gli Stati membri che utilizzano maggiormente energie rinnovabili e nucleari e che dispongono di sistemi di rete più flessibili con capacità e stoccaggio sufficienti sono generalmente meno colpiti.

Palazzo Berlaymont invita gli Stati a un maggior coordinamento, ritenuto “fondamentale” per il riempimento dei depositi sotterranei di gas, l’utilizzo di flessibilità nelle norme di riempimento, o qualsiasi rilascio eccezionale di scorte di petrolio. I gruppi di coordinamento per il petrolio e il gas si riuniscono frequentemente per garantire una piena consapevolezza della situazione tra gli Stati membri. Un coordinamento più stretto è richiesto per le misure nazionali di emergenza e quelle che hanno l’obiettivo di garantire la disponibilità di carburante per gli aerei. A questo scopo verrà istituito un nuovo Osservatorio sui carburanti per monitorare la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburante per i trasporti nell’Ue. “Ciò – aggiungono dalla Commissione – consentirà di individuare rapidamente potenziali carenze e, in caso di rilascio di scorte di emergenza, di adottare misure mirate per mantenere una distribuzione equilibrata dei carburanti. Per mitigare l’impatto degli alti prezzi dei carburanti e delle possibili carenze sul settore dell’aviazione dell’Ue, la Commissione fornirà inoltre chiarimenti sulle flessibilità esistenti nell’ambito del quadro normativo Ue in materia di aviazione”.

Il lavoro della Commissione, specificano, non è finito ed entro l’estate è prevista la presentazione di un piano d’azione per l’elettrificazione per rimuovere gli ostacoli all’elettrificazione dell’industria, dei trasporti e dell’edilizia. L’elettrificazione, sottolineano, deve essere accompagnata da una rete elettrica adeguata, mentre dovranno essere massimizzate le infrastrutture esistenti per le energie rinnovabili, con un rapido ammodernamento dei grandi parchi eolici e degli impianti di energia rinnovabile, compresi quelli offshore e le centrali idroelettriche.

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