Il mondo FQ

L’Ufficio europeo antifrode: l’aumento della spesa militare è una “calamita” per attività illecite

Il direttore Petr Klement: “Se investiamo di più nella difesa, vedremo più frodi”
L’Ufficio europeo antifrode: l’aumento della spesa militare è una “calamita” per attività illecite
Icona dei commenti Commenti

Il rafforzamento della spesa militare europea rischia di aprire nuovi spazi alle frodi. A lanciare l’allarme è l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), secondo cui il riarmo delle capitali europee sta diventando una vera e propria “calamita” per attività illecite, attratte dalle risorse senza precedenti destinate al settore. “Se investiamo di più nella difesa, vedremo più frodi”, ha avvertito il direttore Petr Klement parlando con il Financial Times. L’agenzia segnala un aumento delle irregolarità soprattutto nei progetti di ricerca e negli appalti, con criticità che vanno dalla manipolazione delle gare ai prezzi gonfiati, fino a episodi di clientelismo e corruzione.

Il quotidiano finanziario ricorda che il fenomeno si inserisce in un’espansione senza precedenti degli strumenti europei per la difesa: dai 500 milioni per la produzione di munizioni ai 150 miliardi di prestiti garantiti dall’Ue, fino ai programmi industriali dedicati al settore. Un salto di scala che, nelle parole di Klement, richiede una vigilanza rafforzata anche in vista del prossimo bilancio europeo da circa 2.000 miliardi di euro attualmente in negoziazione.

I numeri già oggi indicano un rischio non marginale: solo nell’ultimo anno Olaf ha raccomandato il recupero di 597 milioni di euro legati a frodi o irregolarità e ha contribuito a bloccare ulteriori fondi prima che venissero spesi. Nell’ultimo decennio, le indagini dell’agenzia hanno portato al recupero complessivo di 6,8 miliardi. Klement, di nazionalità ceca e in precedenza vice procuratore capo presso la Procura europea (Eppo), dice che una delle sue “priorità principali” è quella di promuovere una maggiore cooperazione tra i due enti conducendo più indagini congiunte e condividendo informazioni.

L’azione penale dipende dalle autorità nazionali o dalla Procura europea, appunto. Il che lascia ampi margini di inefficacia: come evidenzia il Financial Times, tra il 2015 e il 2024 l’Ungheria ha per esempio recuperato meno di un quinto dei fondi segnalati dall’agenzia per possibili frodi. In questo contesto, il rafforzamento della cooperazione tra Olaf e Eppo, indicato da Klement come una priorità, diventa un passaggio chiave. Al momento Budapest non partecipa ad Eppo. Ma Péter Magyar, leader del partito Tisza che ha appena vinto le elezioni battendo Viktor Orbán, ha promesso di far aderire il Paese per combattere la corruzione, sbloccare i fondi Ue e allinearsi a Bruxelles

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione