Un detenuto del carcere di HMP Berwyn, nel Galles del Nord, condannato per aver gravemente ferito un neonato, rischia di perdere un testicolo dopo essere stato aggredito da quattro compagni di cella. Qasim Afzal, questo il suo nome, è stato oggetto di aggressione nella sua cella nel carcere di Wrexham, e gli aggressori hanno filmato il pestaggio con un telefono cellulare. La Corte della Corona di Caernarfon ha appreso che l’aggressione è stata così violenta che uno dei testicoli della vittima è “necrotizzato” e potrebbe dover essere asportato chirurgicamente.
I fatti risalgono al febbraio 2024, si legge su The Mirror, e sono avvenuti in risposta al fatto che Afzal avesse aggredito e ferito un neonato di quattro mesi, ha dichiarato il giudice Timothy Petts. Nelle scorse ore i 4 aggressori sono stati condannati dopo essersi dichiarati colpevoli di lesioni personali gravi senza dolo. Il pubblico ministero Oliver King ha dichiarato in tribunale che gli imputati sono entrati nella cella della vittima prima di sferrare un violento attacco a calci e pugni. “Non aveva via di scampo”, ha affermato King, secondo quanto riportato da North Wales Live.
Il giudice Petts ha fatto sapere: “È chiaro che voi quattro siete entrati nella sua cella, che l’aggressione era premeditata e che avevate intenzione di filmarla e condividerla su WhatsApp. È stato chiaramente pianificato come punizione nei suoi confronti e come esempio per gli altri”. La vittima, ha aggiunto, era stata avvertita dell’aggressione: “Non sapeva quando, ma qualcuno gli aveva dato un’arma improvvisata per cercare di difendersi”. Ciononostante, è stata presa a calci e pugni per quasi un minuto, con l’uso di un’arma rudimentale.
Secondo il giudice le riprese video sono altrettanto colpevoli quanto l’aggressione fisica. Quanto alle ferite, definite “gravi”, ha spiegato: “La più grave è stata causata da un calcio al testicolo destro, che è praticamente necrotico e probabilmente dovrà essere asportato chirurgicamente”. I quattro aggressori sono stati condannati a ulteriori due anni e mezzo di reclusione, da scontare consecutivamente alle pene già in corso, posticipando le date di rilascio anticipato e prolungando il periodo di libertà vigilata.