Libri e Arte

“Il ChemSex è un problema della comunità omosessuale. Le cause? Vanno dall’omofobia al non accettarsi”: il libro-reportage “Vertigine” indaga sul fenomeno silenzioso e mortale

L'inchiesta di Simone Alliva sul ChemSex, il fenomeno delle "feste chimiche" che porta giovani uomini gay a mix letali di GHB, mefedrone e crystal meth per 72 ore di sesso

di Andrea Conti
“Non si parla abbastanza di omofobia interiorizzata” - 5/5

“Non si parla abbastanza di omofobia interiorizzata” - 5/5

A Milano si è deciso di avviare il primo servizio di terapia di gruppo per gli utilizzatori di ChemSex. Una “rehab” su misura, un primo passo per affrontare il problema. È organizzata da Asa Onlus (Associazione solidarietà Aids). Giorgia Fracca, psicanalista e psicotera- peuta, coordina il gruppo per persone con dipendenze da ChemSex: “Alla base dell’uso di queste sostanze spes- so c’è l’omofobia interiorizzata. Il senso di disprezzo per sé o per altre persone omosessuali che spesso è inconsa- pevole. Sentiamo dire: ho tanti amici gay, sono dichiarato, sono out ma quando arriva il momento di vivere la propria sessualità c’è un senso di stigma e colpa che prevale. Tutte le dipendenze, in particolar modo quelle da ChemSex, hanno a che fare con la difficoltà a entrare in una relazione autentica”.

E infine: “Nonostante l’immaginario positivo proposto dai media, gli omosessuali hanno ancora difficoltà a vivere amorevolmente la propria affettività e sessualità. Il Ghb è una sostanza che allenta freni inibitori e dà sensazione di empatia verso persone che non si conoscono affatto. Regala l’illusione di intimità però allontana dalla possibilità di costruire un legame affettivo”.

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