A quarant’anni di distanza, i Litfiba riportano alla luce uno dei misteri più eclatanti della loro storia musicale: “17 Re”, la title track ‘perduta’ dell’album cult del 1986, sarà finalmente pubblicata venerdì 17 aprile, prima del tour celebrativo – 20 date che dal 27 giugno – che ha già registrato 70mila biglietti venduti. Però prima una anteprima speciale sul palco del Concertone del Primo Maggio dove Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo promettono scintile. “Non li dimostra 40 anni questa canzone perché i temi dell’epoca sono gli stessi di oggi, quindi è tutto freschissimo, purtroppo”, ci dice Ghigo Renzulli.
“I 17 Re intanto sono tutti quei prepotenti che oggi hanno il grande potere tra le mani, quindi le multinazionali, – ha detto Pelù -quindi i politici e anche ai governi che però vengono manovrati alle spalle dai poteri occulti. Tutto questo sistema fa sì che il mondo stia andando a rotoli, perché il potere dei pochi va sempre a discapito della popolazione. Noi ci consideriamo dei cittadini e come tali abbiamo la fortuna di fare della musica ancora dopo tutti questi anni. voi ci state intervistando in questo momento e quindi la cosa più onesta che possiamo fare è dire ‘insorgiamo e facciamo sentire la nostra voce perché se no verremo schiacciati!”.
Poi un appello ai giovani: “Fate il cazzo che volete e prendetevi il vostro tempo. Perché il tempo è vostro. E lo diciamo anche nella canzone ‘Il tempo è mio’. E come il nostro è pure loro. Non bisogna lasciare che siano gli altri a prendere il nostro tempo. Quindi bisogna farsi il culo, ragazzi, è inutile sperare che la democrazia e il benessere piovano dal cielo. Le nuove generazioni lo toccano con mano ogni giorno, ma devono far valere i loro diritti e lo hanno fatto con il referendum bravissimi infatti a voi va il nostro applauso però bisogna continuare così”.