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Nascono i falchi pellegrini sul tetto del Pirellone, ma in quel palazzo si vuole far strage di avifauna: l’ipocrisia dei media e della politica

Sul tetto del Pirellone nascono i falchi pellegrini, mentre la Regione lavora per liberalizzare la caccia all'avifauna
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Attilio Fontana è il primo a darne notizia (forse perché è il presidente ed è giusto che sappia le cose prima degli altri): quando le uova vengono deposte, quando i pulli le spezzano e la loro testa fa capolino. L’assessore Gianluca Comazzi (Forza Italia) rilascia pure un’intervista ad hoc e dice, testualmente, che “è sempre un’emozione quando nascono nuove vite, soprattutto di animali nella nostra bellissima città (Milano, ndr)”. E poi c’è una sfilza di politici di centrodestra che si affrettano coi loro post sui social: evviva, sono nati!

Stiamo parlando dei falchi pellegrini che da 12 anni depongono le uova sul tetto del Pirellone (non è un caso, c’è un nido artificiale, sponsor, webcam, naturalisti, insomma un bel carrozzone). E anche quest’anno, a Pasquetta, Giò e Giulia (i due falchi sono stati ribattezzati così in onore di Gio Ponti e della moglie Giulia Vimercati) hanno dato la luce a tre pulli. Servizi al tg, articoli di giornale, politici in sollucchero, scrittori, influencer e aspiranti tali che ne parlano. Peccato che nello stesso palazzo in cui gli eredi di Giò e Giulia crescono, sbattono le ali e provano il primo – decisivo – volo, la maggioranza di centrodestra (insieme agli uffici regionali) lavori giorno e notte per liberalizzare la caccia e, di conseguenza, fare strage proprio di avifauna.

In ordine più o meno sparso: favori ai cacciatori per sparare a specie protette con la scusa della “cucina tradizionale”, vale a dire lo spiedo bresciano, sotto la lente della Commissione Ue; corsa all’uccisione di storni e fringuelli (altre specie in teorie protette) fermata momentaneamente dal Tar; tentativo di riaprire i roccoli per la cattura di uccelli (in Italia sono vietati e l’uccellaggione è reato) portato avanti da un consigliere di FdI denunciato proprio per reati contro l’avifauna; Consiglio regionale bloccato per trovare una soluzione che permetta la caccia sui valichi montani (fermata dai giudici amministrativi: sarà poi il governo di Giorgia Meloni ad aggirare il divieto); introduzione di nuovi sigilli per i richiami vivi, che rendono più difficili i controlli e favoriscono il bracconaggio. Il tutto, non va dimenticato, in una delle regioni più danneggiate proprio dai bracconieri. Ma chi se ne importa, sono nati i nuovi falchetti.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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