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Commerciante d’armi italiano arrestato negli Usa: “Vendeva illegalmente munizioni alla Russia”

Manfred Gruber si è dichiarato colpevole nel corso della prima udienza del processo a suo carico: secondo le accuse ha trasferito materiale bellico per un valore di 540mila dollari
Commerciante d’armi italiano arrestato negli Usa: “Vendeva illegalmente munizioni alla Russia”
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Ha esportato illegalmente 540mila dollari in munizioni verso la Russia. Con questa accusa Manfred Gruber, commerciante d’armi altoatesino, è stato arrestato negli Stati Uniti e risulta adesso detenuto in un carcere federale americano. L’uomo, secondo le indagini, in violazione di tutti i divieti imposti dalle sanzioni contro la Federazione dopo l’invasione dell’Ucraina e, di conseguenza, delle leggi nazionali, aveva messo in piedi la classica triangolazione grazie alla quale le munizioni passavano per il Kirghizistan e finivano poi in Russia.

Nella prima udienza del processo a suo carico, l’uomo si è dichiarato colpevole, come riporta il Dipartimento di Giustizia americano, dopo che il suo socio in affari kirghizo, Sergei Zharnovnikov, a gennaio, era già stato condannato per la stessa accusa a 39 mesi di carcere. “Manfred Gruber ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni di fabbricazione americana e di tipo militare per un valore di centinaia di migliaia di dollari, al fine di sostenerne l’offensiva bellica in Ucraina“, ha spiegato Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell’Fbi.

“L’imputato ha utilizzato diverse società per nascondere il suo piano di inviare munizioni di tipo militare in Kirghizistan, prima che venissero riesportate in Russia per sostenere il suo sforzo bellico – ha spiegato il procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Orientale di New York, Joseph Nocella – Mi congratulo con i nostri partner dell’Fbi e del Dipartimento del Commercio per aver scoperto questo piano letale e aver assicurato Gruber alla giustizia in tempi rapidi”. Il meccanismo era abbastanza semplice: la società statunitense n. 1, con sede nel Nebraska, possedeva una licenza per esportare legalmente munizioni alla società italiana n. 1, ma tali munizioni non potevano essere riesportate fuori dall’Italia, come stabiliscono le leggi. In violazione della licenza, Gruber, utilizzando una società di comodo, la società italiana n. 2, ha riesportato munizioni della società statunitense n. 1 a Zharnovnikov. Un contratto trovato sul telefono del complice kirghizo indicava che aveva stipulato un contratto con una società russa per munizioni prodotte dalla società statunitense n. 1. Inoltre, la società statunitense n. 2, con sede nel Tennessee, possedeva una licenza per esportare legalmente munizioni alla società italiana n. 1, ma le munizioni non potevano essere riesportate fuori dall’Italia. Gruber esportò le munizioni dalla società statunitense n. 2 in Italia e successivamente le riesportò dall’Italia in Kirghizistan.

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