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Piacenza, macellaio in malattia scoperto a lavorare in un’altra ditta. Il giudice dà ragione all’azienda che lo ha licenziato

I fatti risalgono all'aprile 2022 quando il datore di lavoro insospettito aveva assoldato degli investigatori privati. I giudici: "Era socio della macelleria e poteva stare in piedi senza problemi, non ci si poteva più fidarsi di lui"
Piacenza, macellaio in malattia scoperto a lavorare in un’altra ditta. Il giudice dà ragione all’azienda che lo ha licenziato
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Durante i giorni di malattia si era recato in un’altra macelleria di cui era socio, malgrado fosse impiegato in un’altra ditta del piacentino. Dopo il licenziamento il lavoratore aveva presentato ricorso: respinto nel primo e secondo grado, dal tribunale di Piacenza che dalla Corte d’appello di Bologna. I magistrati hanno dato ragione all’azienda che ha allontanato il dipendente. L’uomo è stato anche condannato a pagare 4mila euro di spese legali. Secondo i giudici, la condotta del macellaio “integra violazione dei doveri di correttezza e buona fede”, dunque il licenziamento è una misura proporzionata, “giacché, in ottica prognostica, rendeva ragionevole ritenere che il datore di lavoro non avrebbe più potuto riporre fiducia, nel futuro, in merito al corretto adempimento dell’obbligazione da parte del lavoratore”.
Il fatto è dell’aprile del 2022, quando l’operaio durante un periodo di malattia a causa di un infortunio, era stato trovato a lavorare in una macelleria di cui era anche socio. La scoperta era stata fatta da alcuni investigatori privati ingaggiati dalla ditta per cui l’uomo lavorava. L’ormai ex dipendente è stato licenziato a maggio 2022 e dopo quattro anni anche la Corte d’Appello ha dato ragione al datore di lavoro.

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