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Ilva: ecco la grata “marcia” dalla quale è precipitato l’operaio, morto per la caduta

La foto, pubblicata da Veraleaks, dimostra le condizioni di lavoro nell'impianto, che è nelle mani dello Stato: ecco come è stato inghiottito Loris Costantino
Ilva: ecco la grata “marcia” dalla quale è precipitato l’operaio, morto per la caduta
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Loris Costantino è precipitato e ha perso la vita dopo aver fatto “un passo nel vuoto”. Ha calpestato una griglia letteralmente marcia, coperta dagli avanzi delle polveri nel reparto Agglomerato dell’ex Ilva di Taranto, e il piano di calpestio, vetusto, ha ceduto inghiottendo la sua vita, terminata dieci metri più in basso per le ferite riportate. C’è una foto, pubblicata da Veraleaks di Luciano Manna, che da anni si batte denunciando l’inquinamento e la scarsa sicurezza dentro l’acciaieria, a dimostrare in quali condizioni vengo mandati a lavorare gli operai in un impianto che in questo momento è nelle mani dello Stato.

Costantino, operatore di una ditta esterna, è morto in circostanze simili a quelle nelle quali, a gennaio, ha perso la vita Claudio Salamida, 46enne impiegato da oltre 20 anni nello stabilimento, che è deceduto causa del cedimento di un grigliato sotto ai suoi piedi, in Acciaieria 2. Lunedì mattina è successo di nuovo. La procura di Taranto, quaranta giorni fa, aveva sequestrato solo la zona dell’incidente e lo stesso è stato fatto dopo il decesso di Costantino. Mentre il governo tenta di cedere il siderurgico, la situazione degli impianti sembra peggiorare ulteriormente rasentando un rischio intrinseco di sicurezza a causa della loro età.

Nel reparto Agglomerato, spiega Manna ricordando di aver già denunciato anni fa in procura la situazione in quella zona del siderurgico, “si cuoce l’omogeneizzato che poi viene introdotto nell’altoforno e il materiale finissimo perso su questi nastri e rulli viene, nel vero senso della parola, spalato e recuperato dagli operai delle ditte dell’indotto con pale, scopettoni e carriole per essere reintrodotto nel circolo produttivo, specie il materiale finissimo che ha una pezzatura non adatta all’altoforno”. Il 4 marzo Manna tornerà in procura per depositare una nuova denuncia, relativa all’incidente mortale, e agli eventi emissivi di febbraio causati dagli altoforni 2 e 4.

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