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“Goldman Sachs e Ubs hanno detto no alla Gaza Humanitarian Foundation che voleva aprire un conto in Svizzera”

Secondo fonti di Reuters, i piani della fondazione per l'apertura di una filiale a Ginevra hanno incontrato ostacoli, tra cui la mancanza di donazioni e di trasparenza sulla provenienza dei fondi e le dimissioni dei membri fondatori
“Goldman Sachs e Ubs hanno detto no alla Gaza Humanitarian Foundation che voleva aprire un conto in Svizzera”
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Ubs e Goldman Sachs hanno declinato la richiesta della Gaza Humanitarian Foundation di aprire un conto bancario in Svizzera. Lo rivela Reuters, ricordando come l’organizzazione che da maggio dovrebbe distribuire aiuti umanitari ai civili palestinesi a Gaza sia sostenuta da Stati Uniti e Israele e aggiri i canali di assistenza tradizionali, tra cui le Nazioni Unite. Peraltro le sue attività sono spesso sfociate in massacri di civili in attesa di cibo. Alcuni soldati dell’esercito israeliano, a cui è affidato il compito di garantire la sicurezza dei luoghi adiacenti alle strutture, hanno raccontato di aver ricevuto l’ordine di aprire il fuoco anche in assenza di reale pericolo.

Secondo fonti di Reuters, i piani della fondazione per l’apertura di una filiale a Ginevra hanno incontrato ostacoli, tra cui “la mancanza di donazioni e le dimissioni dei membri fondatori”, tra cui il direttore esecutivo della Jake Wood, e appunto difficoltà nell’apertura di un conto bancario. Qualche giorno fa l’Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni ha fatto sapere che la sede svizzera della fondazione sarebbe stata sciolta per mancato rispetto di diversi obblighi legali tra cui appunto l’assenza di un conto e di un membro del consiglio di amministrazione autorizzato a firmare e domiciliato in Svizzera. Si trattava comunque solo di una filiale di Ghf, che ha sede nel Delaware dove risulta avere un conto presso Jp Morgan.

A Reuters un portavoce della Ghf ha fatto sapere che “è stata una decisione strategica quella di stabilirsi negli Stati Uniti”.

Le fonti hanno però evidenziato come la mancanza di trasparenza sulla provenienza dei fondi abbia pesato sui colloqui con le banche. Il 24 giugno la stessa Reuters ha riferito che il governo degli Stati Uniti avrebbe donato 30 milioni di dollari.
L’8 maggio l’agenzia aveva reso noto un documento stando al quale la fondazione aveva “un impegno verbale da parte di Goldman Sachs di aprire un conto bancario” per una filiale con sede in Svizzera che stava costituendo. Secondo la fondazione era obsoleto e la società di sua iniziativa aveva deciso di non avviare operazioni in Svizzera e abbandonato le discussioni con le banche svizzere.

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