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Sciopero dei trasporti di venerdì 13, il Tar dà ragione all’Usb: cancellata la precettazione di Salvini per ridurlo a 4 ore

La sospensiva del Tribunale amministrativo regionale demolisce l'ordinanza: "Disagi fisiologici e ci sono le fasce di garanzia". Il ministro: "Grazie ai giudici ora ci sarà il caos"
Sciopero dei trasporti di venerdì 13, il Tar dà ragione all’Usb: cancellata la precettazione di Salvini per ridurlo a 4 ore
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La precettazione di Matteo Salvini viene triturata dal Tar del Lazio. È una vittoria limpida quella dell’Unione sindacale di base che aveva presentato ricorso contro la decisione del ministro dei Trasporti di comprimere nel settore dei trasporti lo sciopero generale proclamato per venerdì 13. Il Tribunale amministrativo ha sancito che la Commissione di garanzia per gli scioperi non aveva formulato alcuna richiesta al Mit e il suo precedente invito ai sindacati era stato accolto dalle sigle “con conseguente conformazione alle relative indicazioni e prescrizioni”, ovvero l’inserimento delle fasce di garanzia.

Salvini poteva comunque agire in autonomia, come ha fatto lo scorso martedì, ma nella sua ordinanza non ha spiegato quali siano le “ragioni” della precettazione, anche perché i “disagi” che aveva inserito tra le motivazioni sono un “effetto fisiologico” quando si sciopera né “emergono” dal testo, sottolineano i giudici amministrativi, “le motivazioni in base alle quali i disagi” rischiano di essere sproporzionati finendo per comprimere i diritti dei cittadini poiché sono previste le fasce di garanzia.

Per questi motivi è stata cancellata la precettazione con la quale il vicepremier leghista aveva ristretto a 4 ore – dalle 9 alle 13 – nei trasporti ferroviari, locale, marittimo e del servizio taxi lo sciopero generale proclamato dalla stessa sigla sindacale con l’adesione di Cobas e lavoratori Atm Milano. La sospensiva del Tribunale amministrativo regionale demolisce quanto scritto dal ministro, ritenendo che le ragioni alla base del suo intervento fossero sostanzialmente deboli, se non inesistenti. Da qui la decisione di accogliere la sospensiva richiesta dal sindacato che fa tornare a 24 ore la durata dello sciopero anche nei trasporti.

Dall’ordinanza di Salvini, si legge, “non emergono” quelle “ragioni che, in assenza della segnalazione” della Commissione, “possano sorreggere la disposta precettazione, tenuto conto che i richiamati disagi discendenti dallo sciopero appaiono riconducibili all’effetto fisiologico proprio di tale forma di astensione dal lavoro” né, aggiunge il Tar del Lazio, “emergono le motivazioni in base alle quali i disagi eccederebbero tale carattere, tenuto conto della vincolante presenza di fasce orarie di garanzia di pieno servizio”.

La giudice Elena Stanizzi ha fissato l’udienza di merito in composizione collegiale il 13 gennaio 2025. Lo sciopero generale dell’Unione sindacale di base torna alla durata proclamata anche nel settore dei trasporti: “Domani lo sciopero è generale, regolare e legittimo e durerà 24 ore anche nei trasporti – scrive il sindacato in una nota – Per una volta vincono i lavoratori e vince la democrazia. È quindi smentita l’arroganza del ministro Salvini”.

La reazione di Salvini non si è fatta attendere: “Abbiamo fatto tutto il possibile per difendere il diritto alla mobilità degli italiani. Per l’ennesimo venerdì di caos e disagi, i cittadini potranno ringraziare un giudice del Tar del Lazio”. Il leader della Lega aveva giustificato l’intervento nei giorni scorsi parlando di uno sciopero “inammissibile” a dodici giorni dal Natale: “Quando ho chiesto di ridurre le 24 ore di sciopero, mi hanno detto no, educatamente ma mi hanno detto di no”. Quindi la scelta di precettare “per garantire a chi vuole scioperare il diritto di sciopero ma per non bloccare l’Italia intera a 10 giorni dal Natale”. Il Tar del Lazio ha deciso che aveva torto.

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