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Nuova accusa di corruzione per Toti e Spinelli: nel mirino la cena elettorale a villa Lo Zerbino di aprile 2024

Nuova accusa di corruzione per Toti e Spinelli: nel mirino la cena elettorale a villa Lo Zerbino di aprile 2024
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Anche l’ultima cena elettorale dello scorso 11 aprile costa a Giovanni Toti una nuova accusa di corruzione. La nuova ipotesi di reato, che riguarda anche l’altro protagonista dell’inchiesta, l’imprenditore portuale Aldo Spinelli, emerge dagli atti depositati in vista del processo fissato per il 5 novembre. I pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde hanno iscritto la nuova ipotesi di reato lo scorso 24 aprile. Quindi poche settimane prima dell’arresto di Toti, avvenuto il 7 maggio. L’ipotesi corruttiva è legata alla cena che si era tenuta il 11+ aprile 2024 a villa Lo Zerbino a Genova per raccogliere fondi in vista delle elezioni regionali del 2025. Questa nuova accusa non è stata fatta confluire nei capi di imputazione del giudizio immediato ma potrebbe finire invece nel fascicolobis” dove ci sono gli altri indagati che non si trovavano ai domiciliari. In quella tranche Toti risulta indagato per voto di scambio, falso e le presunte corruzioni con altri imprenditori.

Alla cena parteciparono 600 invitati, per una quota minima di ingresso di 450 euro a testa. Anche 10 dipendenti delle società di Spinelli per un importo versato di 4.500 euro. Gli approfondimenti investigativi da parte della guardia di finanza sono ancora in corso. Ma subito dopo gli arresti, grazie all’analisi delle chat erano emersi alcuni dettagli. Della partecipazione, hanno ricostruito gli inquirenti, Toti e Spinelli ne parlarono a un pranzo a Montecarlo. L’allora governatore era in vacanza e aveva incontrato l’anziano imprenditore. Di rientro in Liguria, Toti aveva informato la sua segretaria politica Marcella Mirafiori “della volontà di Spinelli di aderire alla cena di raccolta fondi, corrispondendo l’importo per la partecipazione di 10 persone”.

L’episodio era stato riportato anche dal giudice Paola Faggioni nella seconda ordinanza di rigetto della revoca dei domiciliari. “Particolarmente significativo è il fatto che, nel corso della predetta conversazione, Toti – evidentemente sulla base di preventivi accordi sempre con lo Spinelli – faceva riferimento a una somma che avrebbe ricevuto da Spinelli, ulteriore rispetto a quella ‘ufficiale‘ della partecipazione alla cena elettorale (“Spinelli mi ha detto che fa 10 posti. Poi il resto… ci aggiustiamo”), utilizzando un’espressione (“il resto“) di frequente usata sia da Toti che da Spinelli per fare riferimento, in modo allusivo, alle utilità oggetto degli accordi corruttivi”.

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