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25enne contrae l’ameba mangia cervello e muore dopo un bagno nel lago di Tiberiade: è l’ennesimo caso in pochi mesi

Questo parassita si trova in tutto il mondo in acque dolci e calde, come laghi, sorgenti termali, fiumi e piscine mal tenute

di F. Q.
25enne contrae l’ameba mangia cervello e muore dopo un bagno nel lago di Tiberiade: è l’ennesimo caso in pochi mesi

Un giovane israeliano di 25 anni è morto domenica 7 luglio a causa di una rara e fulminante encefalite causata dall’ameba Naegleria fowleri, meglio nota come “ameba mangia-cervello”. Si tratta del secondo caso mai registrato in Israele e il quarto a livello mondiale nel giro di neanche tre mesi: da maggio ad oggi, infatti, sono morti in India un 14enne, una bambina di 5 anni e una ragazzina di 13 anni.

Il giovane, la cui identità non è stata resa nota, avrebbe contratto l’ameba durante una nuotata a Gai Beach, una popolare località balneare sulle rive del lago Kinneret, noto anche come Lago di Tiberiade, nel nord del paese. Martedì scorso, il 25enne ha iniziato a manifestare i primi sintomi dell’infezione, tra cui febbre alta, forti mal di testa e vomito persistente. Nonostante il ricovero immediato presso l’ospedale Sharon e il successivo trasferimento all’ospedale Beilinson di Petah Tikvah, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, portandolo al decesso nel giro di pochi giorni.ù

Cos’è l’ameba mangia cervello?
La Naegleria fowleri è un’ameba microscopica che vive in acque dolci calde, come laghi, fiumi e sorgenti termali. L’infezione si verifica quando l’acqua contaminata entra nel naso, permettendo all’ameba di raggiungere il cervello attraverso il nervo olfattivo. Una volta nel cervello, l’ameba causa una grave meningoencefalite amebica primaria (PAM), caratterizzata da infiammazione e distruzione del tessuto cerebrale.

I sintomi
Nonostante la Naegleria fowleri sia presente in tutto il mondo, i casi di infezione sono estremamente rari. Tuttavia, l’aumento delle temperature globali sta creando condizioni più favorevoli alla proliferazione dell’ameba, aumentando potenzialmente il rischio di infezione. I sintomi compaiono in media 5 giorni dopo l’esposizione e includono mal di testa, febbre, nausea, vomito, rigidità nucale, confusione, allucinazioni e convulsioni. Purtroppo, la malattia progredisce rapidamente: ha un tasso di mortalità del 97%. I decessi avvengono solitamente entro una settimana dalla comparsa dei primi sintomi. In Nord America, sono stati registrati solo cinque sopravvissuti alla PAM.

Il Ministero della Salute israeliano ha avviato un’indagine approfondita per determinare le circostanze esatte dell’infezione e valutare eventuali rischi per la salute pubblica. Sono stati inviati ispettori a Gai Beach per prelevare campioni d’acqua e analizzare la presenza dell’ameba. Al momento, non sono state riscontrate tracce di contaminazione, ma le autorità continueranno a monitorare la situazione e informeranno il pubblico di eventuali sviluppi.

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