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“Il pene degli uomini si è allungato di 3 centimetri negli ultimi anni”: lo studio della Stanford University. L’ipotesi: “Effetto dei tradimenti”

Un dato sbalorditivo che lascia i ricercatori di fronte ad una domanda causale: quali sono le ragioni per le quali questo è avvenuto?

Negli ultimi sessant’anni la lunghezza del pene degli uomini è aumentata. No, non è una boutade di Rocco Siffredi, ma il risultato di uno studio statistico della Stanford University, secondo cui l’aumento medio sarebbe di 3 centimetri. Come spiega il sito del The world journal men’s health, la ricerca è stata effettuata prendendo in esame “settantacinque studi pubblicati tra il 1942 e il 2021 che includono i dati di 55.761 uomini”. I risultati dicono questo: la lunghezza media del pene “a riposo” (flaccida in originale ndr) è di 8,70 centimetri; la lunghezza del pene, perdonateci, tirata con le dita (stretched, in originale ndr) è di 12,93; mentre la lunghezza del pene eretto sfiora i 14 centimetri. Il WJMS segnala che in tutte le misurazioni sono state mostrate variazioni in positivo per ogni regione geografica ovvero la lunghezza eretta è aumentata significativamente nel tempo in diverse regioni del mondo e in tutte le fasce d’età del 24% negli ultimi 29 anni.

Un dato sbalorditivo che lascia i ricercatori di fronte ad una domanda causale: quali sono le ragioni per le quali questo è avvenuto? E un po’ come per il climate change c’è chi si è sbilanciato dicendo che è tutta colpa dell’azione ehm ehm… antropica. Tra questi il signor Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com che per fare un po’ di pubblicità al proprio lavoro e un po’ come provocazione ha affermato: “Certo non si può dimostrare un nesso di causalità, ma la correlazione tra la variabile “tradimento” e la variabile “lunghezza del fallo” c’è eccome”. Le spiegazioni scientifiche di Fantini latitano, ma il mistero della misurazione resta.