Italia Nostra reputa una forzatura il progetto eolico Monte Giogo di Villore: il Mugello ha già sofferto
di Leonardo Rombai, presidente di Italia Nostra Firenze
Italia Nostra, con il concorso di numerosi cittadini, tecnici e associazioni, tra le quali il Club Alpino Italiano, ha studiato a fondo il progetto di grande impianto eolico industriale che si vorrebbe far sorgere sul crinale dell’Appennino nella località Monte Giogo di Villore (Vicchio), a pochi chilometri dal confine con l’Emilia Romagna e in prossimità del Parco Regionale delle Foreste Casentinesi, in un punto di alto pregio ambientale e paesaggistico. Le nostre conclusioni sono che questo progetto è una forzatura rispetto alle norme vigenti e che i danni che produrrebbe sono superiori ai possibili benefici.
Per questo motivo Italia Nostra è firmataria, con ferma convinzione, del ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale contro il progetto eolico Monte Giogo di Villore. I fondi necessari per questo ricorso sono stati raccolti con slancio tra i cittadini, ed è anche a nome di questi che Italia Nostra si è rivolta alla giustizia. In questo studio e in questa mobilitazione è stato fondamentale il contributo della nostra compianta esponente mugellana Piera Ballabio, appena scomparsa, ed è con il pensiero rivolto a lei che diciamo: il Mugello ha già sofferto per la smania affaristica delle grandi opere, contro cui tanto ha lottato Piera.
In un momento in cui la natura nel suo insieme è minacciata non ha senso modificare irreversibilmente ciò che resta di territorio incontaminato e di biodiversità. La dorsale appenninica va trattata come un prezioso fascio di corridoi ecologici da cui può partire il restauro ambientale del Paese e non come una risorsa per lo sviluppo industriale.
La Soprintendenza ai Beni Culturali e al Paesaggio di Firenze aveva anch’essa presentato un ricorso contro il progetto Monte Giogo di Villore per quanto di propria competenza: questo ricorso è stato respinto d’autorità dal governo Draghi, con una decreto fatto di due sole parole: “si autorizza”. Il Tribunale Amministrativo Regionale, comunque decida, dovrà invece motivare la sentenza, considerando una per una le nostre ragioni di contrarietà al progetto, di cui le principali, e non le uniche, sono queste:
1. incompatibilità con norme di gestione del territorio e soprattutto con il Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana avente valore di Piano Paesaggistico, in particolare per quanto riguarda le modifiche geomorfologiche, ecologiche, forestali ed estetiche del crinale;
2. mancata salvaguardia di aree agricole con produzioni pregiate e del paesaggio rurale;
3. mancata considerazione di aree di dissesto e rischio idrogeologico;
4. mancato inserimento nel paesaggio e impatto visivo su beni culturali vincolati;
5. impatto sui sentieri di turismo ecologico esistenti;
6. mancato rispetto delle Linee Guida nazionali che prevedono la localizzazione prioritaria degli impianti di energia rinnovabile di grande taglia in zone industriali e degradate;
7. violazione di norme forestali;
8. violazione di norme acustiche;
9. mancanza della valutazione di incidenza, cioè della valutazione dell’impatto del progetto sulle zone protette, per esclusione non motivata dalla Conferenza dei Servizi del parere negativo del Parco delle Foreste Casentinesi e per inosservanza delle linee guida regionali sia della Toscana che dell’Emilia Romagna.
Al ricorso è allegata, fra l’altro, una relazione che dimostra che il sito prescelto per l’impianto è frequentato dalla specie Aquila Reale.
La vicenda del progetto eolico Giogo di Villore rappresenta un caso pilota per molti aspetti. L’inizio effettivo dei lavori sul Monte Giogo aprirebbe la strada ad altri progetti analoghi per l’occupazione dei crinali e di altri luoghi di pregio (come infatti sta avvenendo a Badia Tedalda tra Toscana, Romagna e Montefeltro) e a questa deriva è nostro dovere fare opposizione prima che sia troppo tardi. Solo una programmazione pubblica seria potrà ottimizzare e armonizzare la diffusione degli impianti di energie rinnovabili e la difesa della bellezza e della naturalità del territorio.
Questo concetto è espresso con chiarezza nel comunicato di Italia Nostra Nazionale Sostegno ai territori in lotta contro l’eolico selvaggio in Sardegna, a Orvieto, nel Mugello e nel Montefeltro: “Il regime di deregulation in cui versa da troppo tempo il Paese nelle politiche di realizzazione della riconversione energetica non risponde alla logica del superiore interesse nazionale”.