di Maurizio Contigiani

Togliere il reddito di cittadinanza a seicentomila poveracci solo perché in mezzo a loro esiste una percentuale di parassiti. L’Italia è un paese dove in ogni luogo e in ogni istituzione esistono i parassiti e spesso, come cantava Battiato, sono anche senza dignità.

Il Parlamento è pieno di parassiti, di voltagabbana, di pregiudicati, di corrotti, di evasori, di traditori della patria solo per il fatto che occupano quel posto senza che gliene freghi niente di noi. E allora dov’è la differenza tra chi razzola male prendendo 500 euro al giorno e chi ne prende 500 al mese? Cosa dobbiamo fare, abolire tutto per quei pochi? Aboliamo le tasse perché qualcuno (molto più di qualcuno) non le paga? Aboliamo le pensioni di invalidità perché qualcuno si finge cieco?

L’impianto del reddito è quanto di più umano un popolo, che si autoproclama di “poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di navigatori e di trasmigratori”, possa rendere possibile e mi fa strano che proprio chi si sente intimamente erede dell’autore che ha scritto questo sul Palazzo della Civiltà italiana, oggi possa arrivare a tanto.

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