Oltre 60 artisti da tutta Italia hanno animato il nuovo Premio Rotonda, manifestazione artistica nata nel 1953 a Livorno che quest’anno – dopo i due anni di stop – è risorto aprendosi al futuro, si potrebbe dire. Per la prima volta, infatti, sono stati ammessi al premio non solo i dipinti, ma anche installazioni, fotografie, video, performance, sculture e opere di grafica purché realizzate sul posto – alla Rotonda Ciampi, a Livorno appunto – e con il solo vincolo tematico, cioè la stessa Rotonda. L’intento dell’apertura a diverse forme di arte figurativa, in vista dell’edizione 2023 che celebrerà i 70 anni della manifestazione, è quello di allargare la base e aprire l’evento alla modernità dei linguaggi artistici e a un bacino più ampio, come partecipanti e come pubblico.

A partecipare quest’anno sono stati artisti provenienti da varie regioni italiane, ma anche dall’estero (Germania, Usa, Cuba, Cina, Francia). A vincere è stato l’artista ternano Mattia Parisse con Cornicetra: una scultura sonora, un’installazione che interagisce con l’ambiente dal punto di vista acustico e visivo. C’è una cornice vuota che mostra l’ambiente circostante, mentre i suoni vengono determinati dall’ambiente e dal pubblico che guarda. “Una meritevole unione – si legge nella motivazione della giuria – tra una piattaforma tecnologica e una dimensione ambientale, natura e tecnologia che si incontrano”. Il premio under 35 è andato invece alla livornese Martina Volandri. La sua opera senza titolo raffigura uno scorcio del lungomare livornese visto dalla Rotonda d’Ardenza. Un’opera – sottolinea la giuria “che realizza una rilettura della tradizione nel solco figurativo con efficacia e capacità stilistica”.

Assieme ai due vincitori sono stati ammessi alla mostra a Villa Trossi, sempre a Livorno, altri dieci artisti: Chiara Anaclio, Alessandro Bennati, Asia Dell’Omodarme, Massimiliano Luschi, Niccolò Pagni, Emanuela Politi, Michael Rotondi, Cristina Roberto, Michele Stagni, Andrea D’Amore.

A presiedere la giuria è stato il professor Gianni Pozzi, a lungo docente di Storia dell’arte contemporanea e di Economia dell’arte in molte Accademie di Belle Arti italiane, da Brera a Milano all’Accademia di Firenze e attualmente Visiting Professor alla Beijing Technological University. In passato oltre ad essere curatore di molte mostre (dai falsi Modigliani ad Andrea Pazienza, da Schiele a Chagall) ha scritto come critico su Paese Sera, L’Unità e Sole 24 Ore.

Dopo due anni di sospensione è stato il Comune di Livorno a voler ridare vita al Premio Rotonda, individuando nella Fondazione d’arte Trossi-Uberti l’istituzione organizzatrice dell’edizione 2022. “È un’opportunità per Livorno – dice la presidente della fondazione Libera Capezzone – Si rende viva l’arte contemporanea di una città, infatti, anche attraverso un evento storico come questo e Livorno non può permettersi di dimenticare il suo passato per guardare al futuro”.

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