I fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza non basteranno a dare un nuovo volto alla scuola italiana, a metterla in sicurezza, a garantire la qualità. A dirlo è “Cittadinanzattiva” che stamattina ha presentato, all’istituto dell’Enciclopedia italiana a Roma, “Io voto scuola”, il ventesimo rapporto sulla sicurezza degli istituti italiani. Sul palco nessun politico, nessun candidato alle elezioni ma solo “tecnici”, uomini e donne che lavorano ogni giorno per e nella scuola. Quest’anno gli occhi dell’associazione guidata da Anna Lisa Mandorino e da Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale del settore scuola sono stati puntati sul Pnrr: “Ad eccezione dei nidi, le richieste degli Enti locali sono state di gran lunga superiori alle disponibilità offerte dal Pnrr. Rispetto, per esempio ai 216 nuovi edifici scolastici le richieste sono state 543, più del doppio; 444 le palestre ammesse a finanziamento su 2.859 richieste, 1000 le mense su 1.088 richieste”.

Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e che Bizzarri ha richiamato facendo un appello forte e chiaro: “Chiediamo un impegno importante alle forze politiche affinché diano continuità agli stanziamenti per l’edilizia scolastica, oltre il Pnrr, per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole e per investire sulla salute a partire dalla qualità dell’aria nelle aule, programmando interventi specifici per sistemi di aerazione e ventilazione; contrastino la povertà economica ed educativa, garantendo nelle scuole primarie il tempo pieno e la mensa scolastica come servizio universale e gratuito, estendendo l’offerta e la gratuità degli asili nido soprattutto per le fasce sociali più deboli”. Dall’altro canto sfogliando il rapporto, la fotografia dei nostri edifici scolastici continua ad essere a tinte fosche: il 42% delle nostre scuole, ossia 16.794, è stato costruito prima del 1976, per circa un ulteriore quarto non si conosce invece la data di costruzione. Ben oltre la metà delle scuole non è in possesso del certificato di agibilità statica (assente per quasi il 58% degli istituti), né quello di prevenzione incendi (circa il 55%). Oltre il 40% è privo del collaudo statico.

Le conseguenze sono sotto gli occhi: tra settembre 2021 e agosto 2022 “Cittadinanzattiva” ha registrato 45 episodi di crolli, distacchi di intonaco ma anche di finestre, muri di recinzione ed alberi caduti in prossimità delle scuole: sedici nelle regioni del Sud e nelle Isole; diciannove nel Nord; dieci nelle regioni del Centro. E parlando di disastri, non è mancato stamattina il ricordo del crollo, vent’anni fa esatti, della scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia con la morte di 27 bambini e della loro insegnante.

Ma su un altro tema ha puntato l’attenzione “Cittadinanzattiva”: quello dell’aria nelle classi. Lo ha fatto dando la parola alla Regione Marche che ha stanziato circa nove milioni di euro per installare impianti di Vmc (ventilazione meccanica controllata, ndr) in aule scolastiche, per rendere più salubre l’aria anche in chiave “anti-Covid”. Altri Paesi hanno già investito su vari sistemi di ventilazione e aerazione, come Canada, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Germania e Francia ma in Italia siamo al palo.

Così come è caduto nel vuoto finora l’appello di “Cittadinanzattiva” per spostare i seggi fuori dalle scuole: “Occorre – hanno spiegato gli esperto – continuare a sostenere anche economicamente i Comuni affinché spostino i seggi in sedi alternative rispetto alle scuole e va sperimentato in maniera diffusa il voto elettronico, come previsto dal Decreto legge 41/2022”.

A rilanciare il tema è la segretaria generale Mandorino: “La scuola non è al centro delle agende elettorali, e continuano a non esserlo gli studenti e il diritto allo studio. Lo dimostrano tre esempi: alcuni sindaci del Cilento hanno deciso di posticipare l’apertura delle scuole, adducendo motivi come il caldo, il turismo, la necessità di sanificare le aule a causa del Covid; la proposta appena accennata di estendere l’obbligo scolastico a 18 anni è finita presto nel dimenticatoio; nel frattempo i seggi elettorali restano ancora in gran parte collocati all’interno degli istituti scolastici che saranno chiusi a pochi giorni dall’apertura”. L’associazione “Cittadinanzattiva” lancia un’iniziativa: a dirigenti, docenti e studenti chiediamo simbolicamente di fare attività didattica o ricreativa in spazi esterni e vicini alle loro scuole, nei giorni di chiusura degli istituti per le elezioni del 25 settembre, per richiamare l’attenzione sulla necessità di spostare i seggi elettorali in sedi alternative, come previsto dal Decreto legge 41/2022”.

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Scuola, dopo due anni il piano Covid è ancora “inadeguato”. L’analisi: “Niente sull’areazione, responsabilità scaricate su genitori e docenti”

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