“Il film di Steven Spielberg che aspettavamo da quattro decenni”. Forse Rolling Stone ha un pochino esagerato, ma The Fabelmans, il nuovo film del regista de Lo Squalo, E.T e tanti altri, presentato in prima mondiale al Toronto Film Festival, sembra realmente essere una tappa obbligata nella filmografia del premio Oscar. Già, perché The Fabelmans è il biopic di Spielberg stesso. Immersione stupita, magnificata, occhioni aperti sul grande schermo, del piccolo Steven che incontra il cinema e ne rimane folgorato. Mamma (Michelle Williams) pianista da concerto mai realizzata e papà (Paul Dano) ingegnere informatico che trascina tutti in Arizona sono l’architrave familiare mica tanto inventati che ci portano al “trauma” che ha reso il piccolo Sammy Fabelman il futuro Spielberg.

Un incidente ferroviario visto al cinema durante il film di Cecil B. DeMille, Il più grande spettacolo sulla terra. Sammy (interpretato da Mateo Zoryna Francis-Deford) agitato e incapace di comprendere davvero quelle vite e quelle azioni su grande schermo non si capacita dell’accaduto e per capire com’è potuto accadere utilizza un suo trenino di latta e un videocamera 8mm. Gli “esperimenti” si susseguono. Come avvolgere le sorelle con la carta igienica per rivisitare la Mummia. A quanto riporta Variety arriviamo addirittura a scoprire scelte visive più raffinate come i primi piani stupiti e illuminati di molti protagonisti dei film di Spielberg, prima che lo scavalcamento di campo mostri cosa c’è di stupefacente dalla parte opposta.

È lì, insomma, che sarebbe nato il cineasta che tutti conosciamo e che esprimerà del tutto la sua volontà professionale da adolescente, nel film interpretato da Gabriel LaBelle. Sempre secondo Variety la ricostruzione nostalgica dello Spielberg bimbo e ragazzo ricorda più Radio Days che Amarcord, ma soprattutto che il blocco, pare lungo, della scuola in California sembri una miscela di American Graffiti e Ritorno al Futuro.

Secondo il New York Times, però, The Fabelmans, è un omaggio alla madre di Spielberg, tramite la costruzione del personaggio di Mitzi (la Williams) “una personalità drammatica, incline a voli di fantasia e intensi sbalzi d’umore, e in qualsiasi momento ride, piange, canta o carica i bambini in macchina per un inseguimento improvvisato”. L’idea di questo film nasce nel 1999 con il titolo I’ll be home e, come capita per tutte le creazioni di Spielberg, si mescola e incrocia con mille altri progetti fino a concretizzarsi definitivamente nei due anni pandemici del Covid, quando con lo sceneggiatore Tony Kushner (A.I.) dà il via alla preproduzione. A The Fabelmans hanno collaborato i fidatissimi John Williams al soundtrack e Janusz Kaminski alla fotografia, mentre la Universal distribuisce il film tornando a lavorare con Spielberg dopo Monaco (2005). Il film debutterà nelle sale statunitensi il 23 novembre, mentre l’uscita italiana è prevista per il 15 dicembre.

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