Sindaco e cittadini dicono no alla prosecuzione delle riprese della fiction girata a Stromboli. Proprio sul set della serie tv con Ambra Angiolini, destinata a Rai1, era esploso un tragico incendio. Nella notte tra il 25 e il 26 maggio le fiamme hanno carbonizzato oltre 5 ettari di macchia mediterranea, distruggendo quella vegetazione che forse avrebbe potuto arginare la montagna franata lo scorso 12 agosto, quando fango e detriti hanno travolto gran parte dell’isola investendo il centro abitato.

Riccardo Gullo, primo cittadino eoliano, comunicherà la decisione della popolazione alla produzione e allo staff della società “11 Marzo Film”: “Abbiamo deciso di non autorizzare la prosecuzione delle riprese, stante l’atteggiamento assunto dalla produzione sulla vicenda dell’incendio del 25 maggio. È un no che sarà motivato e comunicato a loro sulla base del loro atteggiamento riguardante l’incendio. Se cambiassero atteggiamento la vicenda sarebbe riproposta alla valutazione degli strombolani.”

Una decisione quasi unanime, in primis per l’atteggiamento della produzione che dopo l’incidente si era più volte detta estranea alla vicenda. Mercoledì 7 settembre è atteso a Stromboli il capo del dipartimento nazionale della protezione civile Fabrizio Curcio, dopo una visita annunciata e poi annullata lo scorso 30 agosto: “È probabile che in questa occasione verrà ufficializzato anche il nome del commissario governativo che dovrà gestire l’emergenza dichiarata dal consiglio dei ministri giovedì scorso, quando è stato messo a disposizione 1 milione di euro per gli interventi più urgenti da fare a Stromboli”, fa sapere Repubblica.

La produzione della fiction dopo l’incendio di maggio, prima dell’alluvione di agosto, aveva chiesto il permesso di tornare a girare. Sabato 20 agosto era giunta sul posto Ambra Angiolini, accolta da curiosità e polemiche. L’attrice, protagonista della fiction della discordia, non aveva rilasciato dichiarazioni ma aveva manifestato la propria vicinanza agli isolani in compagnia del collega Andrea Bosca e a Luca Palmentieri della società “11 Marzo”, tutti immortalati in mezzo al fango tra le abitazioni devastate di Piscità.

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