di Michele Sanfilippo

L’operazione di spostamento del baricentro del Pd da sinistra verso il centro, fortemente voluta da Confindustria e i suoi mezzi d’informazione, è finalmente conclusa. Questa è una vera fortuna per tutti noi perché finalmente il Pd potrà collaborare con persone di provata capacità e con una forte vocazione di vicinanza ai ceti deboli, quali: Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta. Per non parlare di Carlo Calenda che, dopo i successi come ministro di Matteo Renzi e sindaco di Roma, merita altri e migliori palcoscenici.

Ma questo non è che il primo passo di un progetto ancora più ambizioso: il ritorno della Democrazia Cristiana. Non che sia mai andata via veramente ma adesso non c’è più bisogno di occultarsi all’interno delle altre forze politiche. Quelle sue componenti che negli anni ‘90 erano annegate in Forza Italia da una parte e nei Democratici di Sinistra dall’altra potranno finalmente tornare insieme. È per questo non ringrazieremo mai abbastanza il gran sacerdote di questo lungo progetto: Walter Veltroni.

Anche se pure Renzi c’era andato parecchio vicino: c’era quasi riuscito, poi ha creduto di essere De Gaulle e ha promosso il referendum costituzionale. Ma a lui, diversamente dal francese, è andata male. Ora, grazie a Walter (leggi Uolter), non solo la balena bianca può tornare ma per soprammercato è sparita ogni traccia di sinistra che, diciamolo, a cosa servirebbe dato che saranno i migliori a governarci?

Si poteva fare meglio? No, senza dubbio. E ora, contrariamente al famoso titolo del manifesto dell’83 che recitava “Non moriremo democristiani”, possiamo apprestarci a metterci l’anima in pace e morire, tranquillamente, democristiani.

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