La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che il presidente Joe Biden visiterà il Medio oriente a luglio, facendo tappa in Israele e poi in Arabia Saudita. La visita è stata organizzata in un momento in cui l’amministrazione statunitense sta cercando di riorganizzare il suo asse in Medio Oriente come parte degli sforzi per contrastare la Russia e contemporaneamente affrontare la Cina. Le tappe previste sono interessanti e ricordano la prima visita del presidente Trump nella regione, dove ha visitato gli stessi Paesi con incontri che hanno poi predisposto l’apertura delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita.

Invece la visita del presidente Biden in Arabia Saudita nasce in un contesto differente in quanto inaugurerà una nuova fase di riavvicinamento con il principe ereditario Mohammed bin Salman, che fino ad ora non ha avuto contatti attivi e diretti con la sua amministrazione. L’incontro incentrato sul tema della sicurezza, potrebbe produrre un cambiamento nelle priorità e nella natura della relazione.

In tale contesto si affronterà in via prioritaria la questione della sicurezza regionale, che probabilmente sfocerà in una discussione sui rischi che minacciano i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) – Giordania, Egitto e Iraq. È probabile che si discuterà delle politiche iraniane nella regione, soprattutto considerando che la minaccia di un confronto tra Iran e Israele è in costante crescita e evoluzione.

Oltre ciò sembra che l’accordo nucleare iraniano non sia andato avanti, mettendo a fuoco le politiche iraniane nella regione e l’impatto sulla sicurezza nazionale di molti paesi del CCG. Questo incontro rappresenterà un’opportunità per questi paesi per esprimere il proprio disappunto per essere stati emarginati dall’amministrazione Biden che ha spinto per politiche che contraddicono la visione americana per la regione, come la richiesta di aumentare la produzione di petrolio per compensare l’impatto che la Russia e il conflitto in Ucraina sta avendo sul mercato energetico.

Questo incontro rappresenta anche un’opportunità per l’amministrazione Biden di sostenere il rilancio del processo di pace arabo-israeliano. L’approccio più pragmatico per spostare il processo di pace dalla teoria alla pratica sarebbe indurre l’Arabia Saudita ad aderire agli Accordi di Abraham.

La visita, e in particolare qualsiasi invito ad aderire agli Accordi di Abraham, dà al principe ereditario saudita un’enorme influenza. Se ci può essere allineamento o accordo su questioni riguardanti la sicurezza regionale, l’Iran e gli accordi di Abraham, si potrebbe aprire la strada al cambiamento nella regione e creare possibilità sempre più ampie per l’amministrazione Biden di avere un’alleanza più unita e solida che potrebbe essere utile per gli Usa nel più ampio panorama internazionale.

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