Una convocazione avvenuta senza rispettare i termini dello statuto. Il tribunale civile di Roma sospende l’efficacia di tutte le delibere adottate alle assemblee di +Europa il 29 maggio e il 9 giugno 2021. “Costituisce circostanza provata – scrivono i giudici della XVI sezione civile di Roma – che ogni delibera assunta all’assemblea del 29 maggio 2021 sia manifestamente illegittima, poiché svoltasi in violazione dei termini minimi di convocazione previsti dallo statuto dell’associazione. Lo statuto, infatti, prevede all’art. 10.7 che la convocazione dell’assemblea avvenga almeno quindici giorni prima della data della riunione ovvero, in caso di urgenza, con almeno otto giorni di anticipo”.

Per i giudici, “la circostanza che l’assemblea del 29 maggio 2021 sia stata indetta previa convocazione dei membri avvenuta in data 25 maggio 2021, costituisce una manifesta violazione dell’art. 10.7 dello statuto dalla quale non può che dipendere l’illegittimità di ogni delibera adottata in detta sede. In particolare, è provata l’illegittimità della delibera del 29 maggio 2021 di approvazione del regolamento congressuale e convocazione del congresso, nonché di ogni atto successivo e derivato, come il provvedimento di convocazione del congresso, con allegazione del regolamento congressuale. È altresì provata l’illegittimità dell’elezione del nuovo tesoriere, adottata con inserimento all’ordine del giorno a meno di 24 ore dall’inizio dell’assemblea stessa” si legge nell’ordinanza.

“Considerazioni analoghe devono svolgersi con riferimento alla delibera dell’assemblea del 9 giugno 2021, con la quale si provvede alla nomina dei nuovi membri del collegio di garanzia e del collegio dei revisori, in quanto inserita tardivamente all’ordine del giorno con comunicazione del 4 giugno 2021”, spiegano i giudici del tribunale civile di Roma. “Si tratta di un provvedimento di sospensione cautelare degli effetti di due assemblee in fase precongressuale, tra i mesi di maggio e giugno 2021, convocate con un preavviso di 5 giorni, che i ricorrenti sostengono dovesse essere di 8 giorni – spiegano da +Europa – . Fiduciosi di dimostrare le nostre buone ragioni nel giudizio di merito, valutiamo gli effetti del provvedimento”.

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