Il Pd siciliano ha detto sì alle primarie di coalizione. “Speriamo di definire in pochi giorni il regolamento in modo da potere procedere spediti verso la data delle primarie”, ha detto Anthony Barbagallo, segretario regionale dei dem, al termine della direzione regionale che, riuntasi stamattina a Palermo, ha approvato le consultazioni dirette, in modalità mista, così come deciso con il M5s. Le primarie (definizione che non piace ai Cinquestelle) di tutta la coalizione di centrosinistra per decidere il candidato alla presidenza della Regione siciliana, dove si voterà il prossimo autunno, sono dunque sempre più vicine.

E gettano, di fatto, le basi per un modello replicabile in tutta Italia (Giuseppe Conte le ha proposte ieri pure per il Lazio). L’asse giallorosso, dunque, debutterà in Sicilia, dove si faranno delle consultazioni dirette per decidere il candidato non di un partito ma di un’intera coalizione, che comprende Pd, M5s, Cento Passi, Psi, Articolo 2, Verdi e Sinistra Italiana. O perlomeno, questa è la prospettiva, perché dal M5s ci tengono a chiarire che è tutto ancora da definire. Eppure c’erano le primarie al centro dell’incontro di mercoledì sera a casa di Giuseppe Conte, con Enrico Letta, Barbagallo e Nuccio Di Paola, capogruppo del M5s siciliano. “Sarà un metodo del tutto nuovo, all’americana”, aveva annunciato Di Paola. Ma poco dopo avere fornito i dettagli della consultazione è arrivato lo stop del M5s. Un vero e proprio freno che ha sorpreso anche gli alleati: “Se non se la sentono di farle perché pensano di perdere non sono obbligati”, ha commentato Claudio Fava, tra i prossimi candidati alle consultazioni.

“Abbiamo tolto loro ogni alibi: le modalità scelte fanno tesoro delle loro votazioni online, così come altri punti che abbiamo scelto sono stati per venire incontro alle loro esigenze: a questo punto è tutta una questione tra di loro che speriamo risolvano presto”, ha sottolineato un dirigente del Pd dopo la frenata del Movimento. Alcuni passaggi formali erano tuttavia d’obbligo anche per i dem che stamattina all’Hotel San Paolo Palace hanno votato la relazione del segretario, dicendo sì alle primarie in modalità mista, con registrazione on line e voto sia via web sia di presenza nei gazebo. Approvata pure una bozza del regolamento per una consultazione che dovrà avvenire entro 25/30 giorni dalla data del deposito delle candidature (per ora si parla di metà luglio). Prevista inoltre la nomina di garanti super partes che vigileranno sul corretto svolgimento delle operazioni.

Il sì dei dem siciliani è dunque arrivato, dando mandato a Barbagallo di definire ulteriormente il regolamento al tavolo col resto della coalizione. Ora la palla passa al M5s. Una riunione è prevista per domenica sera. Le questioni in ballo però non sono poche. Il nodo ancora da sciogliere e che ha imposto il freno dei Movimento è la soglia del terzo mandato. Un limite che imporrebbe a Giancarlo Cancelleri di non potere partecipare alle consultazioni come candidato dei Cinquestelle. Potrebbe partecipare con una lista civica ma non con il simbolo dei grillini. Su questo, secondo i rumors interni al Movimento, si è arenata la questione per i Cinquestelle siciliani. Intanto, in campo c’è già Luigi Sunseri, consigliere regionale, che già da gennaio aveva annunciato la sua candidatura e l’ha ribadito nei giorni scorsi. Oltre lui c’è lo stesso Nuccio Di Paola, uomo vicinissimo a Cancelleri: la sua candidatura resterà in campo finché non verrà sciolto il nodo del numero di mandati. Si prevede dunque un braccio di ferro tra Sunseri e Cancelleri, già candidato alla Regione per due volte, adesso sottosegretario al ministero alle Infrastrutture.

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