“La mafia fa schifo”. Totò Cuffaro dal palco del Multisala Politeama ha così incitato la platea: “Gridate con me – ha ripetuto – la mafia fa schifo”. E per tre volte la sala gremita lo ha accontentato. Passando così dai manifesti ai cori: la stessa identica frase campeggiava per tutta Palermo col simbolo della Regione siciliana quando a capo c’era lui, Totò Vasa Vasa, per una campagna da lui voluta e lanciata nel 2005. Nel 2006 sarebbe stato riconfermato alla presidenza della Regione. Solo due anni dopo sarebbe stato condannato per favoreggiamento alla mafia e costretto alle dimissioni, dopo avere festeggiato la condanna con gli ormai famosi cannoli. Ha passato in carcere 1688 giorni, come ha ribadito lui alla gente accorsa alla presentazione della lista della rediviva Democrazia cristiana per le Comunali di Palermo. Uscito dal carcere nel dicembre del 2015, dopo quasi cinque anni di detenzione, venerdì sera l’ex presidente della Regione è stato accolto con toni trionfali dalla folla accorsa al debutto della sua lista alle comunali di Palermo. Sul palco anche il candidato sindaco del centrodestra, Roberto Lagalla, che era stato assessore alla Sanità di Cuffaro.

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