Netflix, la nota piattaforma di streaming, taglierà circa 150 posti di lavoro, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti. “Come abbiamo spiegato in occasione dei guadagni, il nostro rallentamento della crescita dei ricavi significa che dobbiamo anche diminuire la crescita dei costi come azienda”, ha detto alla Cnbc un rappresentante della società statunitense. “Questi cambiamenti – ha proseguito – sono guidati principalmente dalle esigenze aziendali piuttosto che dalle prestazioni individuali, il che li rende particolarmente difficili poiché nessuno di noi vuole dire addio a colleghi così straordinari. Stiamo lavorando duramente per supportarli in questa transizione molto difficile”.

Si tratta di circa il 2% degli 11mila dipendenti sparsi in tutto il Pianeta. La scelta arriva dopo la prima perdita di abbonati dal 2011: circa 200mila. Il dato, preso singolarmente, non dovrebbe allarmare, se pensiamo che i clienti fedeli alla piattaforma sono 221 milioni. Ma – a detta dei diretti interessati – nel prossimo trimestre è prevista un’altra “grande fuga“: 2 milioni di utenti potrebbero abbandonare il servizio offerto dall’azienda californiana.

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