Mercolediì un proiettile ha ucciso la giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, mentre stavo lavorando nei pressi del campo rifugiati di Jenin in Cisgiordania. Un fatto che è culminato ieri con le violenze nei confronti dei palestinesi durante il corteo funebre della donna. “L’ultima volta che l’ho vista era un mese fa a Gerusalemme Est e mi chiedeva come sia possibile che alcuni Paesi della Nato parlino dell’occupazione russa, senza pensare a quella israeliana“, racconta la corrispondente di guerra per Al Jazeera, Hoda Abdel-Hamid. “Quella mattina era appena arrivata, era famosissima. C’era l’intenzione di sparare ai giornalisti”, ha continuato. Sui fatti registrati ieri al funerale ha detto: “Mi sono chiesta se si rendessero conto che fossero in diretta mondiale. Arrivare a quel livello di brutalità non è possibile. Ai palestinesi sono state tolte le immagini di Shireen e le bandiere palestinesi. Saranno giorni difficili, questo è sicuro”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, accessibile a tutti.
Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte con idee, testimonianze e partecipazione.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Usa, agente uccide donna di 75 anni affetta da demenza: il video rilasciato dalla polizia

next