L’obiettivo è quello di tornare a rapporti cordiali tra il governo ucraino di Volodymyr Zelensky e uno dei principali Paesi che compongono l’Unione europea, la Germania, dopo lo scambio di accuse seguito alla cancellazione da parte di Kiev della visita del presidente Frank-Walter Steinmeier nella capitale ucraina. A renderlo noto è lo stesso ufficio presidenziale, secondo cui nel corso del colloquio sono state chiarite le incomprensioni nate nelle scorse settimane. Tanto che, fanno sapere da Berlino, Zelensky ha invitato a Kiev il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente tedesco.

Una soluzione delle diatribe che si sono protratte fino alle ore precedenti il chiarimento. Il 3 maggio, il cancelliere tedesco aveva deciso di non visitare il Paese invaso da Vladimir Putin proprio perché, aveva spiegato, il “disinvito” del presidente tedesco a Kiev rappresentava un problema per il governo e per il popolo tedesco e un ostacolo alla decisione di una missione nella capitale ucraina. “Non si può fare. Non può funzionare che a un Paese come la Germania che concede così tanti aiuti finanziari e militari, di cui si ha bisogno sia per garanzie di sicurezza sia per il futuro dell’Ucraina, si dica che il Presidente non può venire”, aveva dichiarato in un’intervista.

Parole alle quali erano seguite quelle ancora più sfrontate dell’ambasciatore ucraino a Berlino, Andrij Melnyk: “Giocare all’offeso non suona molto da uomo di Stato – aveva detto all’agenzia Dpa – Si tratta della più brutale guerra di annientamento dall’aggressione nazista dell’Ucraina, non è un asilo d’infanzia”. Dichiarazioni seguite a quelle a caldo nelle ore immediatamente successive a quelle di Scholz: in un’intervista alla Bild aveva infatti spiegato che il rifiuto di Scholz “dimostra la tragicità della politica tedesca. Olaf Scholz bene o male è come Angela Merkel. Prima attendere, guardare, e prima o dopo decidere. Quello che manca sono fantasia e coraggio”.

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