A che punto siamo nella nuova vicenda che coinvolge Fabrizio Corona e Nina Moric? Breve riassunto: in data 29 aprile l’ex re dei paparazzi è andato a casa della ex moglie accusandola di avergli rubato dei soldi. Si era parlato di evasione dai domiciliari, poi smentita dall’avvocato di Corona, Ivano Chiesa. “Aveva l’autorizzazione. Era anche con il figlio”. La versione di Nina Moric è arrivata quasi subito con un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (link) e si è aggiunto successivamente un particolare: la ex modella croata, appena Corona è entrato nella sua casa zona Fondazione Prada, ha chiamato il 112 parlando di aggresione. Una volta intervenuti i carabinieri hanno constatato che non c’era stata violenza. La questione, che l’avvocato Chiesa ha definito “personale”, era di soldi. Ora a parlare attaverso Instagram è Corona, insieme al figlio Carlos: “Mi spiace che siamo costretti ancora a parlare e intervenire sui social delle questioni famigliari che andrebbero discusse tra le mura di casa, ma non si possono discutere tra le mura di casa se questi fatti diventano pubblici e vengono riportati dai maggiori quotidiani italiani nel modo sbagliato, soprattutto da un punto di vista legale e dell’oggettività dei fatti, perché io sono ancora un detenuto agli arresti domiciliari”. Arriva quindi il racconto di quanto accaduto secondo la sua versione dei fatti: “Raccontiamo in brevissimo, così la stampa non potrà storpiare le nostre dichiarazioni, che devono essere fatte, ciò che è successo nella giornata di venerdì. La signora Nina Moric è scomparsa dall’Italia da circa tre mesi. Non sentiva suo figlio Carlos da circa tre mesi, non lo cercava neanche. Dopo tre mesi, venerdì si è presentata cercando di poter parlare con lui. Carlos si era appena ripreso da un brutto periodo, mi ha chiamato chiedendomi se secondo me doveva rispondere a sua madre. Io gli ho detto di fare quello che si sentiva di fare. Lui ha preferito non risponderle, dicendole che casomai sarebbe potuta venire a trovarlo a casa”. Ecco che l’ex re dei paparazzi affronta la “questione di soldi” e sostiene che Moric volesse “una Postepay intestata a suo figlio per farsi fare i suoi pagamenti illegali, non pensando a cosa potesse provocare a Carlos. Dopo un’ora di ricerca della Moric di Carlos Maria… la signora si è presentata in casa mia che è anche la sede operativa della mia società. In quel momento c’era solo Carlos che in questa casa non è mai da solo… È entrata col volto coperto… ha rubato la spesa, ha rubato dieci euro dal portafoglio di Carlos, ha preso la postepay, ha scaricato 25 euro e a quel punto si è recata nella stanza dove sapeva vi erano i soldi della società: 50.000 euro in contanti. Li ha presi e se li è portati via, chiamando un taxi. Ha rubato in casa del suo ex marito davanti agli occhi del figlio”. E il figlio conferma la versione di Fabrizio: “Ero in casa, nel momento in cui c’è stato il furto ero presente e sono testimone oculare di quello che è successo. Purtroppo attualmente non sappiamo dove sia il denaro, non ci interessa riaverli o altro, vogliamo giustizia per le cose per cui abbiamo fatto la denuncia“. Corona ha spiegato di essere andato da Moric con un permesso per parlarle ed evitarle una denuncia per furto e aggiunte che la ex moglie avrebbe iniziato a urlare e ha chiamato la polizia: “Ha avuto il coraggio di lasciare un’itnervista al Corriere in cui ha detto che non si è mai presentata qui aggiungendo che mi avrebbe denunciato per calunnia. A questo punto io sono stato costretto. adenuncialral per furto aggravata dalla somma di denaro e da carlos che nei confronti della madre ha una soggezione e quindi c’è un’intimidazione”. Non si è fatta attendere la replica di Nina Moric che ha mostrato alcuni screenshot nei quali si vedono messaggi di lei al figlio rimasti senza risposta (Carlos non aveva il telefono): “Non mi meriti più”, ha scritto rifendosi proprio al ragazzo. E ancora: “A volte devi solo ammettere che hai torto e prenderti le tue responsailità, omai non sei piu’ un bambino ma un uomo di 20 anni. Non ti sto negando ma ti sto educando. Non sei la vittima, non lo sei mai stato, ma ora sei complice”.

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