Dietologi e dietisti questa volta non ci stanno. E su TikTok lanciano un grido di protesta contro attrici, modelle e influencer che non perdono l’occasione di ostentare sui social i loro fisici asciutti, prefetti, privi di grasso. Perché la magrezza non deve essere un valore assoluto e sinonimo di benessere; anzi è spesso la dimostrazione di un’aderenza a diete estreme e squilibrate. Il fatto è stato riportato giorni fa dalla CNN che rivela una crescente tendenza nei nutrizionisti a raccomandare di diffidare da diete sbilanciate. “I social, e in generale il web, hanno una grande influenza sui comportamenti delle persone. Mi capita sempre più spesso, per esempio, che mentre scrivo la ricetta il paziente di fronte a me digiti contemporaneamente sul suo telefonino il nome del prodotto che sto prescrivendo. Non viviamo più, per fortuna, in un tempo in cui il rapporto tra medico e paziente era di tipo paternalistico (‘fai così per guarire, fidati e non chiedere troppo’). Però…”, commenta il dottor Paolo Pigozzi, medico nutrizionista e autore di saggi su alimentazione e salute. “Per le cosiddette diete reclamizzate nel web, si tratta quasi sempre di operazioni commerciali. Che utilizzano quindi gli strumenti oggi più efficaci per vendersi e vendere. Con la salute, nella maggior parte dei casi, c’entrano poco”.

Dottor Pigozzi, le diete rischiano di spingere a fare valutazioni drastiche sugli alimenti, “demonizzandone” alcuni e promuovendone altri come fossero una panacea. Per correggere questa tendenza, è sufficiente affermare che non esistono in assoluto cibi buoni e cibi cattivi?
“Si potrebbe anche essere d’accordo con questa affermazione, a patto tuttavia di inserirsi all’interno di un contesto come quello della dieta mediterranea. Che prevede che alcuni alimenti debbano essere consumati giornalmente (cereali integrali, legumi, frutta, verdura, semi oleosi) e che altri abbiano invece un ruolo più contenuto e occasionale (carne, pesce, latticini, uova). In questo senso e in questo contesto non esistono alimenti solo ‘buoni’ o solo ‘cattivi’, ma piuttosto (proprio come un tempo si usava per i vestiti) cibi per tutti i giorni e cibi per le feste e le occasioni importanti. Fatto salvo ovviamente un criterio di qualità, che deve riguardare tutti gli alimenti, e le scelte personali, come la dieta vegetariana o vegana”.

Quali sono le caratteristiche o i “segreti” di una dieta dimagrante efficace?
“Premesso che il sovrappeso e l’obesità sono condizioni patologiche che originano da molti fattori, in buona parte diversi dalle abitudini alimentari (mancanza di attività fisica, carenza di sonno, predisposizione genetica, ecc.), è indubbio che molti degli alimenti oggi più consumati siano parte in causa. I cereali raffinati (pane bianco, riso brillato), gli alimenti ultraprocessati (i precotti, ecc.), le bevande industriali dolcificate, l’eccesso di proteine animali (carne, latticini) sono tutti cibi che in vario modo influiscono sui processi metabolici che sfociano nell’accumulo di peso. Tornando a consumare in tutti i pasti cibi di base ricchi di nutrienti salutari (ripeto: cereali integrali, legumi, frutta e verdure, semi oleosi) e praticando una ragionevole attività fisica giornaliera (almeno 30 minuti al dì) nella maggior parte dei casi si riesce con gradualità a recuperare il peso forma. Aggiungo che una corretta masticazione (una trentina di volte per ogni boccone) è uno strumento indispensabile non solo per facilitare la digestione, ma anche per ridurre la quantità di cibo consumata, senza sforzi e rinunce eccessive”.

Come evitare di vanificare i risultati della perdita di peso dopo avere seguito una dieta più rigorosa?
“Trasformando la dieta in quella che gli antichi greci definivano δίαιτα (diaita). Dieta è usualmente intesa da noi come una fase transitoria e definita di restrizione alimentare, buona per raggiungere un risultato. Conseguito il quale si può ritornare al più presto alle abitudini precedenti (proprio quelle che avevano causato il problema che ci crucciava!). Mi sembra assurdo. Per i greci, invece, diaita era un concetto più vicino a quello che oggi definiamo come stile di vita. Che comprendeva quindi le abitudini e non le esperienze occasionali e limitate nel tempo. Anche oggi sappiamo che quello che incide sul nostro equilibrio e sulla nostra salute è soprattutto quello che mangiamo e facciamo ogni giorno – lo stile di vita, appunto – piuttosto che gli eventi rari o gli alimenti consumati occasionalmente”.

Quali consigli dare alle persone che cercano soluzioni dimagranti attingendo dai social?
“Mi verrebbe da dire: ‘Stateci lontano e utilizzate il telefono con molto buon senso e misura’. Tra l’altro, ci sono studi che correlano l’esposizione agli schermi e una qualità del sonno scadente. Il che è a sua volta un fattore che facilita l’aumento di peso. Una dieta semplice, composta da alimenti e non da ‘prodotti’, masticati a dovere, il movimento quotidiano, l’attenzione alle esigenze dello spirito mi sembrano, nel loro complesso, strumenti efficaci per mantenere non solo il peso forma, ma anche un buon livello di salute. Più degli stimoli che vengono dai social”.

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