“Questa sentenza rappresenta una vittoria per tutti i rider ma adesso tocca alla politica fare dei passi verso il cambiamento nel nostro settore”. Dal 2018 Giuseppe Di Maggio ha lavorato per Deliveroo con un contratto di lavoro autonomo. Ma l’autonomia era ben poca. Il Tribunale di Milano ha stabilito con la sentenza emessa il 20 aprile che quel rapporto doveva essere di tipo subordinato. Il rider ha dunque il diritto a essere inquadrato con un contratto collettivo nazionale di lavoro del commercio che prevede una retribuzione di 1407,94 euro. “Ero comandato da un algoritmo che mi indicava ordini e percorso e venivo penalizzato nel punteggio se non lavoravo in certi orari il fine settimana” ricorda il rider che sottolinea come la sentenza sia la “prima che è stata emessa a Milano” e auspica che possa essere d’esempio per altri lavoratori.

“Non è solo una vittoria per me ma per tutti quelli con cui abbiamo lottato” spiega Di Maggio ringraziando il collettivo Deliverance Milano e il sindacato. “Ora una sentenza che riconosce quello che da tempo affermiamo – racconta il sindacalista Mario Grasso della Uiltucs – questo è un lavoro subordinato, i rider hanno diritti e devono avere le tutele che spettano loro. Ci auguriamo che la linea coerente del riconoscimento dell’applicazione del Ccnl Terziario sia seguita anche da altre piattaforme e realtà”.

E il primo maggio i rider scenderanno in piazza insieme ai lavoratori della smart city milanesi partendo in corteo dalla Darsena alle 15.30.

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