Un tribunale con barriere architettoniche all’esterno che non permettono l’ingresso e non garantiscono l’accessibilità a persone con disabilità motoria. “Ancora oggi si discriminano le persone disabili attraverso le barriere architettoniche. La cosa grave in questo caso è che succede per entrare in un edificio pubblico di notevole rilevanza”, denuncia a Ilfattoquotidiano.it Lorenzo Torto, 34enne che vive utilizzando per gli spostamenti una carrozzina, riguardo al Tribunale di Chieti. Nato nella città abruzzese ma residente a Rapino, Torto da tempo si batte per difendere i diritti delle persone con disabilità: “Credo che il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misuri anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”, afferma. Torto si è rivolto con un esposto anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Quirinale ha risposto per tramite dell’ufficio per gli affari dell’amministrazione della giustizia del segretariato generale “per comunicare che la sua nota è stata trasmessa al ministero della Giustizia e alla Corte di Appello di L’Aquila per le valutazioni di competenza”.

I problemi di inaccessibilità riscontrati sono più di uno. Ci sono prima di tutto dei pali molto grandi che rappresentano degli evidenti impedimenti posti sul marciapiede che conduce all’ingresso del tribunale e i parcheggi riservati ai disabili in largo Cavallerizza, oltre ad essere solo due, non sono a norma di legge secondo una perizia pubblicata l’8 marzo 2022. Lo studio tecnico è stato effettuato da un geometra incaricato da Torto. “Una persona che vive su una sedia a rotelle – spiega il 34enne – per raggiungere gli uffici del vicino tribunale o il centro cittadino deve necessariamente occupare la sede stradale (andare in mezzo alla strada, ndr) con tutti rischi del caso, perché nel percorso che dal parcheggio arriva agli uffici giudiziari sono presenti ostacoli che rendono il marciapiede del tutto inutilizzabile per la presenza di pali di grosse dimensioni che fanno parte dell’impianto filoviario cittadino”. Sono posizionati in modo tale, sottolinea Torto, da “impedire il passaggio ad una persona in carrozzina”.

Secondo quanto emerge dalla perizia, “ogni bisogno necessita di uno spazio ben specifico, nel caso dei parcheggi per disabili quello che più fa la differenza è lasciare il giusto spazio all’autista o al passeggero che si muove in carrozzina, di scendere e salire in maniera agevole dal veicolo, spazio che il posto auto riservato ai disabili in largo Cavallerizza non possiede”. Dalle valutazioni effettuate dal geometra si può affermare che il posto auto per disabili non rispetta la normativa vigente, considerate sia le dimensioni – attualmente sono di 2,5 metri per 4,5 metri – che la posizione non collegata a percorsi pedonali idonei e accessibili a tutti i cittadini.

“Possiamo riassumere – si legge nella perizia – che le dimensioni minime per un parcheggio per diversamente abili deve avere dimensioni minime pari a 3,20 metri di larghezza per 5,00 metri di lunghezza. Nei 3,20 metri di larghezza bisogna considerare la larghezza minima di un parcheggio che è pari a 2,50 metri ed un aggiunta di 70 cm per agevolare la manovra di trasferimento della persona in carrozzina”. L’insoddisfazione per l’inaccessibilità di un luogo pubblico è molto forte per Lorenzo: “Provo personalmente una grande amarezza e delusione nel vedere ancora oggi tutto questo. Non si può calpestare la dignità di chi vive in condizioni difficili”.

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