di Stefano Briganti

Tutte le guerre ovviamente finiscono e in genere ciò avviene nel volgere di pochi anni. La Grande Guerra durò tre anni e la Seconda Guerra il doppio. Lo stesso discorso non vale per gli effetti di una guerra nella dimensione socio-economica dei Paesi coinvolti. Il trattato di Versailles del 1919, ad esempio, gettò il seme che germogliò maligno nel 1923 in una birreria di Monaco di Baviera. Come sarà il dopo Russia-Ucraina? Si possono prendere dei “pezzi” e vedere cosa inizia ad apparire unendoli.

Primo set di pezzi: uno tsunami di sanzioni per “pushing Russia further towards economic, financial and strategic isolation” (spingere ulteriormente la Russia verso un isolamento economico, finanziario e strategico), Janet Yellen al Concilio Nato del 13 aprile. Congelamento di oltre 340 miliardi di dollari di proprietà russa, degli oligarchi e della Duma. Costruzione di un default artificiale russo di cui nessuno sa valutare gli effetti in quanto ignoto nei testi di economia. Negli Usa un senatore al Congresso dichiara che “qualcuno dovrebbe uccidere Putin”. Biden a Varsavia il 29 marzo dichiara che il popolo russo non merita Putin “il macellaio” e sentenzia: “Là fuori c’è un nuovo ordine mondiale (senza Russia ndr) e noi dovremo guidarlo“.

Risultato e possibile post-guerra. Il popolo russo appoggia Putin più di prima. Quando gli effetti delle sanzioni morderanno di più la gente il presidente dirà ai russi: “Popolo della grande madre Russia, le vostre sofferenze sono causate dall’Occidente perché io volevo proteggervi dai suoi missili ai nostri confini. Quell’Occidente che ora ci morde al collo è lo stesso per il quale venti milioni di russi sono morti per liberarlo dal nazismo. Quel nazismo che è dentro al battaglione Azov in Ucraina”. La nuova russofobia occidentale e in particolare in Ucraina diventerà non solo un “razzismo buono e giustificato” in Occidente ma un segno distintivo e persino legalizzato (in Ucraina). Il risultato sarà un odio maggiore verso l’Occidente. Questo risentimento verrà visto dagli Usa & Co come pericoloso e perciò sarà la giustificazione per “difendersi” schierando ancora più missili puntati verso la Russia, magari anche in Svezia e Finlandia. Il che non farà altro che alzare la conflittualità con la Russia.

Secondo set di pezzi: il giorno 8 aprile Ursula von der Leyen consegna nelle mani di Zelensky il questionario per l’ingresso dell’Ucraina nella Ue. Teniamo a mente che fino allo scorso anno l’Ucraina era in fondo alla lista dei paesi europei per standard economici, sociali e giudiziari. Da un paio di settimane sui palcoscenici mediatici mondiali Zelensky pretende soldi per ricostruire l’Ucraina e afferma che apprezzerebbe se quei soldi fossero quelli russi. Qualche giorno fa Jake Sullivan, Usa National Security Advisor, riferendosi ai 340 miliardi di dollari russi congelati dal Tesoro americano nelle banche Usa, fa sapere che: “Our goal is not to give them back. Our goal is to put them to a better use than that” (Il nostro obiettivo è di non darli indietro. Il nostro obiettivo è di devolverli per un uso migliore che il ridarli alla Russia).

Possibile scenario post-guerra. L’Ucraina riceverà dagli Usa i 340 miliardi di dollari russi assieme ad altrettanti miliardi di tonnellate di odio da parte dei russi, che giustamente li considereranno rubati a loro. La Ue sarà ben felice di accogliere un paese che in men che non si dica riceve un “cadeau” più grande del Pnrr italiano, senza gravare sulle tasche comunitarie. La Bce si fregherà le mani perché parte dei quei soldi rubati alla Russia e donati all’Ucraina-stato-Ue entreranno nelle casse della banca sotto forma di “tassa di appartenenza al Club Ue”. Si formerà così una polveriera Ucraina-Russia-West che, al di là dei trattati di fine guerra, sarà pronta a scoppiare in ogni momento. Entreremo così in una nuova Guerra Fredda e stavolta molto più insidiosa della prima perché avvelenata dall’odio.

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