La foto di una donazione di plasma all’Avis, un post per il ritrovamento della piccola Nicole scomparsa in Molise, uno contro le baby gang (“quanto sarebbe utile reintrodurre il servizio militare obbligatorio!”) e uno sulla pace fiscale. E soprattutto le congratulazioni all’amico filorusso Viktor Orbán per la quarta vittoria alle elezioni ungheresi, “anche senza i miliardi di Soros”. Nelle ultime 48 ore sui social Matteo Salvini ha postato di tutto – com’è abituato a fare – ma non ha speso neanche una parola per condannare le immagini che hanno turbato il mondo, quelle dei cadaveri per le strade della città ucraina di Bucha abbandonata dalle truppe di Mosca.

Un dato che conferma la ritrosia del leader della Lega a schierarsi in modo netto contro il presidente russo Vladimir Putin, verso cui negli anni passati ha sempre speso parole di stima. Una reticenza che lo accomuna all’alleato Silvio Berlusconi: il fondatore di Forza Italia ci ha messo ben trentotto giorni per condannare l’aggressione all’Ucraina (definendola “inaccettabile”), mentre prima si era sempre detto genericamente preoccupato “per la situazione internazionale” o “per l’escalation del conflitto”. Ma ancora non è riuscito a pronunciare il nome di Putin, a cui è legato da un antico rapporto di amicizia e da cui non ha mai ufficialmente preso le distanze.

Il silenzio di due dei tre leader di centrodestra fa ancora più impressione se si pensa che la condanna unanime è arrivata da tutto il resto del mondo politico italiano e internazionale. A esprimersi subito persino la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, non certo sospettabile di pregiudizi anti-russi: “Lasciano senza fiato le immagini dei civili giustiziati per le strade e delle fosse comuni, che arrivano da Bucha dopo il ritiro delle truppe di invasione di Putin. Una barbarie che riemerge dalle epoche più buie della storia europea e che speravamo di non rivedere mai più. Va fatto ogni sforzo per la pace e per fermare l’aggressione all’Ucraina”, ha dichiarato domenica pomeriggio.

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