E’ passato un mese dall’inizio della guerra in Ucraina e Silvio Berlusconi non ha mai espresso una critica diretta a Vladimir Putin. Anzi, il suo nome, nelle dichiarazioni ufficiali, non l’ha mai nemmeno pronunciato. Il leader di Forza Italia è l’uomo politico italiano che negli ultimi 20 anni ha vantato la maggior vicinanza al presidente della Federazione Russa, sfociata in una vera amicizia, con tanto di soggiorni privati nella residenza berlusconiana in Sardegna e in quella dell’ex uomo del Kgb a Sochi, sul Mar Nero. In più occasioni Putin ha invitato l’ex cavaliere al Cremlino per il suo compleanno. Scambio di doni, il famoso lettone, i due col colbacco, la conferenza stampa con Berlusconi che fa il gesto del mitra a una giornalista, le risate e le pacche sulle spalle. Di tutto ciò si è nutrita l’epopea putinian-berlusconiana nell’ultimo ventennio. Sarà per questo che l’ex premier proprio non ce la fa a pronunciare quel nome: Vladimir Putin.

24 Febbraio – I russi entrano in Ucraina e inizia la guerra. Silvio Berlusconi esprime “ferma condanna e preoccupazione per l’uso della violenza, che non è mai una soluzione”. In un colloquio con il suo entourage poi dice: “E’ stato fatto un salto indietro di più di 20 anni, a prima del vertice di Pratica di Mare del 2002. Sto mettendo le mie relazioni internazionali al servizio della pace, per salvare vite umane e arrestare la distruzione in Ucraina”. Telefonerà a Putin?

25 febbraio – Berlusconi non parla, ma Giorgio Mulè ci informa che Silvio “è preoccupatissimo e non riconosce in Putin la stessa persona che aveva portato a Pratica di Mare nel 2003 a stringere la mano a George Bush in un incontro storico”.

26 febbraio – Dopo Milan-Udinese, Berlusconi e Matteo Salvini si godono una serata di relax al Crazy Pizza, il nuovo locale di Flavio Briatore a Milano. Si fa sapere che i due “non hanno parlato di guerra o di politica”.

1 marzo – Come parlamentare europeo, Berlusconi vota da remoto a favore della risoluzione Ue che condanna la Russia per l’attacco all’Ucraina. Il giorno prima aveva parlato della crisi internazionale in una telefonata con Mario Draghi.

2 marzo – Berlusconi tace, ma Elio Vito dice: “Non c’è più spazio per le ambiguità. Mi auguro che parole nette di condanna provengano dallo stesso presidente Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua amicizia con Putin. Quando gli amici sbagliano, tanto più in una vicenda tragica come questa, occorre dirglielo con franchezza”. Dai che forse ce la facciamo. Lo stesso giorno Stefania Craxi ammette che “da parte di Berlusconi può esserci un legittimo imbarazzo”.

3 marzo – Berlusconi è talmente preoccupato per la crisi in Ucraina che avverte Draghi: “No a nuove tasse sulla casa. La riforma del catasto così non va!”. Antonio Tajani, però, lo richiama all’ordine: “Berlusconi sarebbe la persona più adatta a svolgere un ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina per arrivare alla pace”. L’avrà sopravvalutato?

5 marzo – Muore Antonio Martino e le parole del leader azzurro sono tutte per l’ex ministro, “liberale intransigente e liberista convinto, orientò il programma di Forza Italia fin dal 1994”. Tre giorni dopo una nota di Fi c’informa che a Villa Gernetto riaprirà l’Università della Libertà, il sogno di Silvio Berlusconi, “per perseguire gli ideali europeisti, atlantisti, garantisti, cattolici e liberali”.

8 marzo – “Sono molto preoccupato per la situazione internazionale e le sue ricadute in termini di sofferenze e vite umane spezzate. E anche per le conseguenze economiche. Lavoriamo per la pace”, sostiene Berlusconi su zoom davanti ai dirigenti di Fi.

12 marzo – Silvio Berlusconi è “preoccupato per l’escalation del conflitto e per le conseguenze sull’economia europea e italiana”, per questo motivo egli ritiene “necessario un intervento per ridurre l’impatto del rialzo su carburante ed energia sulle famiglie”. Così l’ex premier parlando a dirigenti forzisti di Palermo. Lo stesso giorno Antonio Tajani ribadisce che “Berlusconi e Angela Merkel sono due grandi leader europei in grado di trattare con entrambe le parti e possono intervenire su Putin”. Nel frattempo si viene a sapere che, sempre a Villa Gernetto, fervono i preparativi per il finto matrimonio tra Berlusconi e Marta Fascina.

14 marzo – Gianfranco Rotondi spiega che “Berlusconi parla poco su Putin perché quando si lavora si fa così: si fa e non si parla”.

15 marzo – Maurizio Gasparri però precisa: “Non mi risulta che Berlusconi abbia parlato con Putin”.

17 marzo – In un post il leader azzurro afferma: “Fi ha sempre lavorato per l’unità dell’Occidente e per la difesa della libertà e della democrazia. Ha sempre sostenuto che l’Europa, oltre a dotarsi di un’unica politica estera, debba fare la sua parte con un esercito e una difesa comune, che sia protagonista di una forte Alleanza Atlantica”. Il giorno prima, in commissione, Fi ha votato contro il presidenzialismo, facendo infuriare Giorgia Meloni.

18 marzo – Il fondatore di UniCusano Stefano Bandecchi rende noto che Berlusconi starebbe pensando di ospitare alcune famiglie di rifugiati ucraini: donne e bambini in fuga dalla guerra. Dove? Sempre a Villa Gernetto, che viene buona in ogni occasione. In quella giornata un retroscena dell’Agi informa che “Berlusconi è sempre più preoccupato per l’escalation del conflitto in Ucraina, che ha giudicato inaccettabile, senza però esprimere nessun giudizio personale o politico, in pubblico o in privato, su Vladimir Putin”.

20 marzo – E’ il giorno della grande festa per il “non matrimonio” tra Silvio Berlusconi e Marta Fascina. Tra gli ospiti c’è anche Matteo Salvini che, durante l’evento, l’ex premier incorona come “unico vero leader del centrodestra”. Alcuni articoli rivelano che i figli, dato il particolare momento internazionale, gli avevano consigliato di rimandare il party.

P.s. L’ultima intervista di Silvio Berlusconi risale al 4 febbraio scorso al Corriere della sera, dopo la rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale. Titolo: “Draghi abbia tutto il tempo. Nessuno può rimettere in discussione la stabilità”. Catenaccio: “Ho chiamato io Mattarella chiedendogli disponibilità al bis”.

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