“Assurdo, Putin parla del murale di Dostoevskij a Napoli! È mai possibile che sono riuscito a fare più io, semplice cittadino, per la pace con un murale, che il nostro governo?”. A scriverlo su Facebook è lo street artist campano Jorit, allegando un video in cui si vede il presidente russo, Vladimir Putin, fare riferimento alla sua opera realizzata a Napoli, un grande murale con il volto di Fedor Dostoevskij dipinto sulla facciata dell’Istituto Tecnico Industriale Righi di Fuorigrotta. Un gesto artistico per protestare contro la decisione, poi annullata, di sospendere un corso sul grande scrittore russo all’università Bicocca di Milano che è arrivato fino al Cremlino. Putin infatti, durante un collegamento video per una cerimonia di premiazione con le personalità della cultura russe, che si è tenuto nei giorni scorsi, ha elogiato l’autore dell’opera, Jorit, che sta terminando il disegno.

“Penso che molti sappiano, abbiano visto, come a Napoli un artista di strada di recente abbia dipinto sul muro di un palazzo il ritratto dello scrittore russo Fedor Dostoevskij, ormai cancellato in Occidente – ha detto Putin -. Dà ancora speranza, attraverso la simpatia reciproca delle persone, attraverso una cultura che collega e unisce tutti noi, la verità sicuramente si farà strada”. Così lo street artist Jorit, nel rilanciare le parole del presidente russo, lancia una provocazione: “Mi sorge il dubbio, ma se Putin ‘si apre’ all’Occidente con un semplice murale, cosa farebbe in caso di proposte di pace serie? Ma non è che in fondo in fondo ai nostri leader questa guerra fa quasi comodo? Sono domande eh in realtà sto abbastanza sconvolto per questa cosa“. Il post di Jorit si conclude quindi con un riferimento alle polemiche sulle posizioni assunte dai vari commentatori nei confronti di Mosca: “3…2…1… Jorit filo Putin!”.

Jorit aveva spiegato lo scorso 16 marzo in occasione della presentazione del murales di voler “lanciare un messaggio da un piccolo ma grande istituto di Napoli e cioè che solo con la cultura si comprendono le cause delle guerre e si costruisce la pace. La cultura è un valore universale per cui anche l’opera di Dostoevskij è patrimonio dell’umanità”. “Vogliamo dire no al riarmo, troviamo piuttosto una soluzione diplomatica – aveva aggiunto da Salerno dove aveva partecipato alla presentazione di un’altra sua opera – tutti quanti noi che guardiamo con stupore e paura tutti gli eventi che sembrano molto più grandi di noi. Pensiamo di non poter far nulla e invece non è così perché con il contributo di tutti possiamo costruire la pace. Ancora non abbiamo imparato dalle lezioni del passato quanto sia importante mantenere una pace e una fratellanza vera”.

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